4.    La Fisica per tutti

     Un problema di notevole importanza, che l'istruzione primaria e secondaria italiana dovrà presto risolvere, riguarda senza dubbio la stentata integrazione fra il mondo del lavoro e quello della scuola, con l'assenza di una seria attività di progettazione, sperimentazione e promozione da parte dei principali centri di ricerca e università. Invero mai come oggi, l'avvento dei nuova media e delle tecnologie nel Web, consente un agevole trasferimento di risorse, mezzi e conoscenze, dalla ricerca alle istituzioni preposte alla formazione dei giovani, favorendo così l'interazione fra due mondi apparentemente separati.

Soprattutto nei paesi dell'area anglosassone si osserva un crescente moltiplicarsi di iniziative online, attraverso la costruzione di pagine, nei siti di università ed enti di ricerca, che affrontano e sviluppano, in modo spesso accattivante, argomenti e tematiche relativi ad applicazioni scientifiche di rilievo. Si tratta  di un modo intelligente per coinvolgere i ragazzi e a volte anche i genitori, nello studio attivo di fatti che sono ormai entrati a far parte della vita di tutti e che rischiano, qualora non compresi, di essere usati e gestiti male.

Casella di testo:

Figura 1

Il progetto Physics 2000, ad esempio, è stato sviluppato all'università del Colorado http://www.Colorado.EDU/physics/2000/index.pl: gli obiettivi didattici degli autori sono stati appunto quelli di rendere la fisica più accessibile agli studenti e al vasto pubblico, anche per migliorarne l'immagine non sempre positiva. 

Le pagine web, come quella in figura 1, di immediata lettura per tutte le età, enfatizzano le tecniche multimediali con numerose immagini, simulazioni e sessioni di studio, su topiche non convenzionali  con un particolare riguardo ai collegamenti fra la moderna tecnologia  e la ricerca di base.

La strategia è quella dunque di far riferimento al mondo concreto con esempi tratti dalla comune esperienza: dall'uso del forno a microonde ai raggi X, dalla formazione delle immagini digitali al laser, con esempi costruiti in modo tale da risalire alla comprensione dei principi fisici e alla teoria retrostanti.  Il linguaggio usato è semplice e accattivante e richiama a volte lo stile dei fumetti con vignette e dialoghi fra vari personaggi.

Ad esempio nella sessione di studio relativa alla tecnologia degli schermi Tv, si parte dal concetto di pixel per esaminare poi il procedimento di scansione dell'immagine attraverso i fasci elettronici e concludere con la composizione e la formazione delle odierne immagini a colori.

Per quanto detto e visto, la tipologia di questi percorsi si adatta in particolare modo alla didattica delle scuole medie inferiori ma potrebbe riguardare anche un qualunque corso di fisica di base che consideri una formalizzazione e un apparato matematico abbastanza semplice. Resta il problema della lingua ma, a questo proposito, occorre sottolineare che si ha a che fare con un inglese dalla struttura sintattica elementare e con un lessico non particolarmente lontano da quello conosciuto da uno studente delle nostre scuole. 

La NASA, l'ente spaziale americano, ha patrocinato numerosi progetti per avvicinare il mondo dei giovani alla grande ricerca.

Al sito http://www.lerc.nasa.gov/WWW/K-12/airplane/bga.html, è reperibile un corso che, partendo da oggetti e situazioni concrete, ci addentra nella fisica del volo e dell'aerodinamica in generale, con l'utilizzo di numerose interazioni multimediali guidate,  molte delle quali scaricabili in formato zip.

Gli argomenti di fisica correlati sono davvero tanti e tutti interessanti: dall'equazione fondamentale della dinamica, nel moto di un oggetto in un mezzo senza attriti, allo studio degli effetti dovuti all'aerodinamica, nel moto di un corpo soggetto alla resistenza dell'aria, dall'analisi delle forze che agiscono su un aliante a quelle a cui invece è soggetto un vero aeroplano.

Casella di testo:

Figura 2

Inoltre, poiché l'aerodinamica riguarda il moto di un oggetto in un dato mezzo resistente (ad esempio l'aria) che produce delle reazioni rispetto ad esso, numerose pagine sono dedicate alle proprietà dei gas e alla variazione di queste nell'atmosfera. Questo sito è stato sviluppato nell'ambito del progetto LTP (Learning Technologies Project) che favorisce appunto l'apprendimento in rete delle tecnologie (http://www.grc.nasa.gov/WWW/K-12) e intende fornire e promuovere le conoscenze di fondo riguardanti il mondo dell'aerodinamica, per gli insegnanti di matematica e scienze delle scuole secondarie americane al livello K-12. Il  sofwtare di supporto FoilSim I, di cui è riportata una simulazione in figura2, è un programma interattivo che permette agli studenti di disegnare e testare particolari figure aerodinamiche e profili alari, al proprio personal computer. E' data anche la possibilità di partecipare a sessioni di lavoro in video-conferenza inerenti al progetto LTP dedicate agli insegnanti e agli studenti:

http://www.grc.nasa.gov/WWW/K-12/CoE/Coemain.html 

Mentre la prima versione di questo pacchetto (FoilSim I) può essere tranquillamente scaricata per essere visionata offline, la seconda, FoilSim II, è invece disponibile sotto forma di applet Java che possono essere eseguite sul proprio PC. Ad esempio con questo software è possibile investigare in che modo un lanciatore di baseball possa imprimere una particolare traiettoria alla palla, impostando la selezione dei fattori che influenzano le forze aerodinamiche su di essa. D'altra parte queste sono le stesse che generano le spinte ascensionali sulle ali dei normali aeroplani di linea.

Un corso completo riguardante invece lo studio delle proprietà magnetiche del nostro pianeta è rintracciabile alla pagina web:  http://www.phy6.org/Education/Intro.html

Le pagine di questo sito (in fig.3) contengono numerose risorse testuali e link sui fenomeni concernenti il geomagnetismo anche dal punto di vista dell'evoluzione storica dei concetti inerenti le proprietà magnetiche della materia.

Casella di testo:

Figura 3

Se c'è un'attività che può richiamare l'attenzione e la curiosità di molti ragazzi e ragazze quella è sicuramente lo sport: un altro progetto della Nasa è stato quello per l'appunto di collegare fra loro la scienza e lo sport in uno studio interattivo tramite Internet, http://wings.avkids.com/Tennis/ (fig.4) con le finalità di studiare e comprendere, anche qui, alcuni aspetti fondamentali dell'aerodinamica e della fisica in genere.

Casella di testo:

Figura 4

In particolare è stato preso come riferimento il tennis per analizzare, grazie anche all'esame di gare disputate da giocatori professionisti, la dinamica del movimento della palla: la sua velocità, la sua rotazione, i colpi e gli effetti ad essa impressi dai tennisti.

Il progetto prevede l'utilizzo di metodi e tecnologie quali l'uso di sofisticate telecamere digitali che consentiranno di visualizzare e studiare il moto della pallina da un nuovo punto di vista. Sarà possibile inoltre per gli studenti di ogni ordine e grado e per gli insegnanti, interagire con gli ingegneri ed i ricercatori ponendo loro questioni e suggerendo esperimenti al fine di condividere i risultati delle attività. Il Web verrà impiegato  per divulgare gli esiti delle esperienze attraverso videoconferenze e conversazioni con i team di lavoro. Il piano delle lezione prevede l'utilizzo di laboratori virtuali con animazioni e proiezioni di brevi filmati relativi agli esperimenti e alle modellizzazioni dei fenomeni fisici presi in esame.

Uno dei principali punti di forza di questo progetto è far vedere come sia possibile utilizzare la rete per creare opportunità di proficua collaborazione fra mondi apparentemente separati e distanti come la ricerca scientifica,  lo sport e la scuola.

Nel mondo in cui viviamo, non v'è dubbio che le immagini ed i suoni entrino a far parte in misura considerevole e in modo talvolta anche invadente, costituendo il substrato delle nostre azioni e del nostro pensiero.

Alla fisica e alla percezione del suono sono dedicate le pagine del sito Soundry raggiungibile all'indirizzo http://library.thinkquest.org/19537/Main.html

Si parte innanzitutto dallo studio dell'anatomia e della fisiologia dell'orecchio umano osservando come questo riesca a catturare e a interpretare i suoni, inserendoli e contestualizzandoli in una determinata scena o panorama uditivo. Successivamente (ma l'ordine degli argomenti nelle opere multimediali è apparente) vengono indagate le proprietà fisiche delle onde sonore, quali la frequenza, l'intensità, l'ampiezza, la velocità e la caratterizzazione nei vari mezzi, attraverso i fenomeni della rifrazione e dell'interferenza costruttiva o distruttiva con i battimenti. Ad esempio si scopre che il livello di un suono è misurato in decibel (dB) secondo una scala logaritmica che tiene conto proprio della sensibilità con cui l'orecchio umano percepisce i suoni.[1]

La soglia di ascolto è posta a 0db mentre quella del dolore si trova a 120db così che la nostra vita sonora è collocata all'interno di questo intervallo (vedi tabella 1).

Ma per ben caratterizzare il suono rispetto alla nostra percezione uditiva occorre tenere conto della frequenza. In figura 5 è riportata, per una stessa altezza[2], la variazione dell'intensità in funzione della frequenza.

La prima curva, in basso, evidenzia la soglia di ascolto: si va da 1 kHz, cui corrispondono 0 dB, fino a 60 Hz dove il livello dei decibel passa a 50. Solo una percentuale assai bassa di persone (circa l'un per cento) può ascoltare suoni così bassi, pertanto questa curva funziona bene per coloro che hanno un apparato uditivo più che buono.

La successiva (al centro del grafico) rappresenta il cosiddetto orecchio medio, cioè la maggioranza delle persone, infine quella superiore corrisponde alla soglia del dolore e risulta, tranne in un punto a 4 KHz, abbastanza piatta. Dal fatto che tutte e tre le curve evidenzino un minimo intorno a 4KHz si comprende come l'orecchio umano sia particolarmente sensibile a questa frequenza.

Casella di testo:

Tab.1

Una sessione di lavoro è dedicata alle applicazioni della scienza del suono nella vita di tutti i giorni, mentre un'altra ripercorre l'evoluzione storica dello studio del suono e delle sue applicazioni, dall'acustica degli strumenti classici fino alle moderne tecniche digitali.

Casella di testo:

Figura 5

 Nella sezione dedicata al laboratorio virtuale è possibile interagire con numerose simulazioni attraverso le quali esplorare, riprodurre e mettere alla prova i concetti precedentemente esaminati, con l'ascolto di forme d'onda ed effetti sonori connessi ad interferenze e battimenti, sintesi di armoniche con la costruzione di suggestivi paesaggi sonori.

Il progetto Micromondi (MicroWorlds) prevede la collaborazione fra il mondo della ricerca avanzata (Laboratori di Berkeley) e quello dello scuola attraverso moduli di studio e di lavoro sviluppati in rete per introdurre i ragazzi al mondo e alle tecnologie dei nuovi materiali.

Al sito http://www.lbl.gov/MicroWorlds/module_index.html è possibile esplorare le caratteristiche fisiche che possono rendere una certa sostanza duttile o dura, isolante o di elevata conducibilità elettrica o quant'altro, in funzione degli usi e delle applicazioni che desideriamo farne. Un altro modulo riguarda l'utilizzo dei polimeri nella creazione di molti materiali di nuova concezione che offrono una eccezionale resistenza alle deformazioni e alle lacerazioni. Ad esempio il  Kevlar viene utilizzato nelle tute antiproiettile in dotazione ai militari e alla polizia o nelle vele dei windsurf, per resistere a particolari e assai intense sollecitazioni da parte dei venti e delle correnti d'aria.

L'ultima sessione è gestita in collaborazione con il centro di ricerca ALS (Advanced Light Source) ed è rivolta allo studio dell'impatto ambientale di particolari sostanze inquinanti, attraverso l'uso di moderne tecnologie spettroscopiche che usano la luce di sincrotrone, costituita da fasci di radiazione particolarmente compatta ed intensa prodotta ai laboratori di Berkeley.

Un fisico ricercatore del California Institute of Tecnology, Kenneth G. Libbrecht, è l'autore e lo sviluppatore di un bellissimo sito dedicato allo studio dei fiocchi e dei cristalli di neve http://www.its.caltech.edu/~atomic/snowcrystals, con numerose immagini e fotografie che invitano ad esplorare e a comprendere l'inconsueto mondo dei cristalli, denso di strutture  affascinanti e complesse in cui la simmetria gioca un ruolo fondamentale. (fig. 6)

Che cosa è all'origine di tali forme? In che modo avviene la formazione dei cristalli? Perché l'acqua in fase di congelamento esibisce questo strano comportamento?

Casella di testo:

Per rispondere a queste e a tante altre domande occorre indagare la fisica che governa l'accrescimento dei cristalli che copre un intervallo alquanto ampio di conoscenze, dallo studio della struttura intrinseca del ghiaccio fino alla complessa fenomenica che va sotto il nome di instabilità strutturale.

Figura 6

La formazione dei cristalli di neve riguarda una eccezionale varietà di forme correlate alla insolita struttura superficiale del ghiaccio, ancora non del tutto compresa dagli scienziati.

In prossimità del punto di fusione il ghiaccio subisce una transizione superficiale, che si traduce nella creazione di uno strato di tipo liquido responsabile delle insolite proprietà del ghiaccio e del suo comportamento, anche in relazione alla formazione e all'accrescimento dei suoi cristalli.

Questi ultimi sono studiati anche attraverso l'uso di campi elettrici che influenzano il modo in cui le molecole di acqua diffondono attraverso l'aria in prossimità della superficie del ghiaccio. Infatti le molecole di acqua possiedono un momento di dipolo elettrico intrinseco per cui appropriati campi elettrici esterni riescono a influenzare e a polarizzare le molecole ridistribuendo la forma del cristallo.

La fisica dei cristalli di neve trova altre affinità e analogie strutturali in alcune tematiche relative ai sistemi complessi e alla dinamica dei fenomeni non lineari. Le regole che governano questi fenomeni non sono del tutto chiare per cui lo studio di questi processi costituisce anche una notevole sfida intellettuale.

L'impellente bisogno di nuove fonti di energia alternative pulite e rinnovabili costituisce un grosso problema cui deve fare fronte la nostra civiltà. A questo proposito da anni si sperimentano con alterno successo una serie di processi per la produzione di energia che trae origine dalla fusione nucleare. In questo ambito le maggiori problematiche per la produzione di energia a livello industriale, sono connesse con il cosiddetto confinamento del plasma il cui controllo risulta fondamentale per la costruzione delle centrali. La fisica del plasma pertanto, costituisce uno sfondo interessante, attraverso il quale fare indagare le proprietà del quarto stato della materia, quello cioè di un particolare gas comprendente un numero eccezionale di particelle elettriche in moto e non interagenti.

In quest'ambito si inserisce proprio il progetto IPPEX (Internet Plasma Physics Education eXperience) all'indirizzo http://ippex.pppl.gov/, costituito da quattro moduli di riferimento: elettricità e magnetismo, materia, energia e fusione, attraverso i quali sviluppare e approfondire online in modo semplice ed essenziale i principi fisici riguardanti la moderna produzione di energia  da fusione nucleare.

Il sito risulta ben organizzato e introduce gli argomenti in modo piano, con immagini accattivanti e con l'ausilio di applet Java di notevole immediatezza, con test e verifiche posti a conclusione delle sessioni. Il laboratorio prevede anche una fase di analisi dei dati da esperimenti passati e recenti in modo da avvicinare concretamente i ragazzi al mondo della ricerca ed alle principali questioni connesse con la produzione di questo tipo di energia. In figura 7 è riportata l'immagine relativa alla simulazione Virtual Tokamak con la quale si apprendono i principi relativi al confinamento magnetico del plasma in un reattore a fusione nucleare. La simulazione, il cui principale intento è di mostrare la difficoltà di tale confinamento, visualizza una sezione trasversale del reattore (tokamak) dentro il quale è inserito il plasma al cui controllo sono preposti dei magneti  che possono essere spenti o accessi con un clic del mouse. La forza repulsiva esercitata dai essi sul gas deve essere tale da evitare che questo possa colpire le pareti dello stesso
Casella di testo:

reattore disintegrandolo. L'animazione in questo caso consente anche di misurare la propria abilità nell'evitare l'autodistruzione, attribuendo un punteggio (score) alle operazioni effettuate.

Figura 7



[1] il livello di sensazione per un suono di intensità J è pari a 10log10(J/J1) essendo J1 la intensità

   di soglia per suoni di quella frequenza.

[2]  L'altezza è quel carattere soggettivo che fissa la posizione di un suono in una scala. Essa può

   essere espressa come la frequenza del suono sinusoidale che è giudicato dall'orecchio medio.