Dipendenza e circuiti cerebrali

Dipendenza e circuiti cerebrali

Introduzione: Solo una piccola percentuale delle persone che provano sostanze d’abuso diventa dipendente. Cosa rende una persona vulnerabile piu’ di un’altra? Lo psichiatra Edmund Griffin spiega come gli studi epidemiologici,  l’osservazione del comportamento dei ratti cocaina dipendenti e le neuroscienze stanno cercando di rispondere a questa inquietante domanda: perche’ alcune persone non possono fare a meno di drogarsi?

Cose da fare: Si tratta di un video in inglese  del canale youtube dell’American Museum of Natural History accessibile attraverso la figura sopra.La presentazione di circa 30′ e’ fatta con diapositive ed e’ adatta a un pubblico di non esperti.

Cosa succede: Edmund Griffin spiega innanzitutto come si distingue un uso ricreativo di droghe dalla dipendenza. Seguendo questi criteri si vede che negli Sati Uniti dopo 10 anni di uso solo una piccola percentuale diventa dipendente e in particolare:

  • Alcool : 11,9 %
  • Marijuana : 5,9%
  • Cocaina : 14,8 %

Se si guarda ai fattori di rischio si scopre un altro fatto sorprendente nel caso di abuso di cocaina. I principali fattori di rischio collegati sono l’uso/abuso di alcool e l’uso/abuso di tabacco!

Gli esperimenti sui ratti di Edmund Griffin hanno cercato di stabilire se non sia proprio l’uso di alcool e/o tabacco a produrre la dipendenza della cocaina.

La dipendenza a livello cerebrale e’ una malattia della memoria e dell’apprendimento : infatti le droghe agiscono sfruttando il sistema della ricompensa. Questo circuito cerebrale  e’ essenziale per l’apprendimento di quei comportamenti fondamentali per la nostra sopravvivenza. Esso si basa sulla dopamina prodotta dall’area tegmentale ventrale(VTA) nel tronco encefalico. Questa viene inviata in diverse parti del cervello : l’amigdale, il nucleus accumbens  , la corteccia prefrontale e l’ipotalamo.

Questo forma il circuito della ricompensa . Nonostante il nome del circuito la dopamina non serve a darci piacere ma a rinforzare quelle abitudini che ci permettono di sopravvivere: mangiare, bere e fare sesso. Di solito dopo che l’abitudine si e’ formata la quantita’ di dopamina diminuisce. Questo non succede con le droghe che ogni volta inondano di dopamina le stesse aree senza nessuna diminuzione. In particolare Edmund Griffin parla delle modifiche prodotte dalla cocaina con questo rilascio continuo di dopamina nel nucleus accumbens. Nei neuroni si ha un proliferare di nuove sinapsi che rafforzano la memoria.

Questo rafforzamento delle sinapsi e’ prodotto da un complesso processo molecolare con l’intervento di proteine prodotte dall’espressione di un apposito gene. Ora che conosciamo cosa succede nel cervello di una persona dipendente dalla droga, ci serve un modello animale per poter studiare se e’ vero che l’uso di alcool o tabacco facilita la dipendenza da cocaina. I topi usati in alcuni esperimenti  che si autosomministrano la droga manovrando una leva (attraverso una pompa collegata direttamente al cervello) non sono dei buoni modelli: si e’ scoperto infatti che la maggioranza di questi topi non diventa cocaina dipendente ma semplice consumatore al quale piace la cocaina senza abusarne.

Edmund Griffin spiega come sono riusciti a trovare una procedura sperimentale che scopre se un topo e’ dipendente dalla cocaina. A questo punto hanno potuto sperimentare se l’uso dell’alcool accresceva il numero di topi dipendenti.

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I materiali hanno come indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=9Tf16DM7lSg
© American Museum of Natural History
Autore: Edmund Griffin
Titolo in inglese: Addiction and the Brain

Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

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