Scienza e Religione

Scienza e Religione

The Science of a Happy Mind, Part 1

The Science of a Happy Mind, Part 2

Introduzione: La scienza moderna e’ cominciata quando si e’ capito che non era necessaria l’ipotesi dell’esistenza di Dio per spiegare come funziona l’Universo. Questo significa che dobbiamo rinunciare alla religione ? Non proprio.

Cose da fare: Si tratta di 3 video che descrivono alcuni aspetti della religione che interessano la scienza . Sono in inglese :cliccate sulle immagini sopra per farli partire.

Il primo video e’ una breve  animazione di Explanimator che spiega il fatto sorprendente di nascere con un cervello predisposto a credere in Dio e nel sovrannaturale. A cosa ci serve questo?

Nel secondo e nel terzo video di National Geographic, Richard Davidson,  un neuroscienziato,  mostra come una serie di pratiche religiose possano essere “secolarizzate” e studiate per mostrare il loro effetto sulla nostra mente e sul nostro corpo. E, nel caso si mostrino benefiche per il nostro benessere, usate nella vita quotidiana.

Cosa succede: Come spiega il primo video, alla domanda se Dio esiste (o non esiste) la Scienza non puo’ rispondere. Ma esiste un principio scientifico (dettato dal buon senso) che dice: affermazioni straordinarie come “Dio esiste” richiedono prove straordinarie che devono essere fornite da chi fa l’affermazione. Esistono queste prove straordinarie? No, niente di tutto questo.

Ma e’ vero che una grande maggioranza delle persone che vivono sulla Terra credono che Dio esiste. A questo punto possiamo fare una domanda a cui la Scienza puo’ rispondere: come e’ possibile che tante persone credono che Dio esiste anche senza prove della sua esistenza? La risposta e’ sorprendente : si e’ possibile! Il nostro cervello e’ disposto a credere a qualsiasi cosa, basta che cio’ che crede aumenti la capacita’ di sopravvivere.

Nel video spiega questo con un semplice esempio che non ha niente a che fare con la religione. Un cespuglio che si muove e fa rumore nella maggioranza dei casi lo fa perche’ e’ mosso dal vento, ma qualche volte puo’ anche nascondere una belva feroce. Sarebbe piu’ logico credere la prima spiegazione perche’  quasi sempre e’ corretta, senonche’ e’ la seconda spiegazione “sbagliata” che ci fa sopravvivere.

A questo punto possiamo chiedere alla Scienza: a che serve la religione e come ci aiuta a sopravvivere? La risposta e’ evidente se si considera l’evoluzione culturale degli ultimi millenni quando si e’ sviluppata la religione. Questa e’ stata fondamentale nel creare la civilta’ umana.  Per capire questo fate il confronto tra mettere centinaia di scimpanze (i primati piu’ prossimi a noi) e centinaia di umani in una chiesa a seguire un rito religioso. Una differenza sostanziale del nostro cervello ci permette non solo di seguire in silenzio e con attenzione questa cerimonia ma anche a sentirci gratificati da cio’ che facciamo. Ci sentiamo uniti con tutte le altre persone presenti anche se sono perfetti sconosciuti.

Un problema con la religione e’ che ne esistono tante e questo, in un mondo globalizzato come il nostro, sta diventando un motivo di divisione. Inoltre ,come fa vedere il video, almeno una ogni sette persone e’  atea. Ed e’ qui che la Scienza puo’ essere di aiuto cercando di rispondere a questa domanda: e’ possibile prendere delle pratiche religiose considerate benefiche per il singolo individuo, togliere da esse tutto cio’ che e’ collegato a una cultura particolare e renderle cosi’ utilizzabile da tutti dopo aver verificato la persistenza degli effetti benefici?

E’ questo il compito che si e’ imposto il neuroscienziato Richard Davidson su suggerimento di un’autorita’ religiosa come il Dalai Lama. E’ di questo che parla la presentazione in due parti di Davidson dal titolo : La Scienza della Mente Felice. La principale pratica religiosa considerata e’ la meditazione usata sia per raggiungere la consapevolezza del momento presente (meditazione mindfullness) sia per coltivare la compassione e la benevolenza (kindness) verso gli altri e se stessi(meditazione detta della compassione e della loving kindness).

Queste pratiche religiose sono state laicizzate (eliminando i richiami alla religione buddista) e descrivendole con una serie di istruzioni passo a passo che chiunque (ateo o credente) puo’ eseguire. Lo studio  di queste pratiche viene eseguito usando il metodo scientifico . Nella prima parte della presentazione si descrivono quali sono le modifiche nel cervello, nel corpo e nel comportamento che si ricerca in seguito alla pratica continuata della meditazione:

  1. Modifiche del cervello prodotte dalla neuroplasticita’.
  2. Differenze nell’espressione dei geni nel cervello dovute all’epigenetica. Infatti sappiamo che nonostante riceviamo un genoma che non possiamo cambiare, alcuni comportamenti possono aprire o chiudere gli interuttori che attivano particolari geni. Queste modifiche possono essere passate anche alle due generazioni successive.
  3. Possibile influsso di una pratica come la meditazione riguardante il solo cervello sul resto del corpo.
  4. Sappiamo da esperimenti fatti con neonati e bambini che il nostro cervello e’ predisposto all’altruismo. Il comportamento altruistico e’ innato e dobbiamo solo coltivarlo. Possiamo dimostrare che la pratica religiosa ci rende piu’ compassionevoli verso gli altri e noi stessi?

Nella seconda parte della presentazione Richard Davidson ci descrive le quattro caratteristiche misurabili la cui variazione indica che la pratica “aumenta il nostro benessere”:

  1. La resilienza, la capacita’ di riprenderci dalle avversita’, aumenta.
  2. Il nostro modo di vedere le cose diventa ottimistico. Le cose succedono e non possiamo farci niente. Ma riuscire a vedere il lato positivo di cio’ che succede ci permette di vivere piu’ a lungo.
  3. La nostra attenzione migliora. Piu’ viviamo nel tempo presente piu’ siamo felici.
  4. Diventiamo piu’ generosi verso gli altri.

Se siete curiosi: ecco le istruzioni (in inglese) per una meditazione della consapevolezza e per una meditazione della compassione.

Commenti: Una presentazione molto piu’ dettagliata della ricerca di Richard Davidson.

Una collezione di pratiche benefiche per il proprio benessere e’ questo: Greater Good in Action; Science-based practices for a Meaningful Life . Si riporta sia una descrizione passo a passo che un riferimento all’articolo pubblicato sull’efficacia della stessa.

Altri applet di neuroscienze

I materiali hanno come indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=7gS6rMQxosQ
© Explanimator
Titolo in inglese: Are we hardwired to believe in God?

https://www.youtube.com/watch?v=ELLeIMFIWy0

https://www.youtube.com/watch?v=tKxD4G–amw
© National Geographic
Autore: Richard Davidson

Titoli in inglese: The Science of a Happy Mind, Part 1 and Part 2

Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

Tweet

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *