I neuroni della lettura

I neuroni della lettura

Introduzione: Presentazione del neuroscienziato francese Stanislas Dehaene su come il cervello riesce a trasformare una serie di segni arbitrari in parole.

Cose da fare: Si tratta di un video di circa un’ora in inglese dove Dehaene presenta i’argomento con numerose immagini e animazioni. Cliccate sulla figura sopra per accedere al video.

Cosa succede: Stanislas Dehaene comincia introducendo quello che chiama il “miracolo della lettura“. Esiste un’area del cervello la Visual Word Form Area (VWFA) completamente dedicata alla lettura. Le persone con un danneggiamento in quest’area non riescono piu’ a leggere nemmeno la loro scrittura! Com’e’possibile questo se abbiamo cominciato a leggere solo poche migliaia di anni fa e non tutti leggono anche adesso. Non e possibile che ci sia stata un’evoluzione genetica in soli 10000 anni!

La soluzione dell’enigma lo si puo’ avere guardando cosa fa con quella zona del cervello una persona analfabeta:la usa per riconoscere volti e oggetti. Quindi questa zona specializzata si sviluppa grazie alla neuroplasticita’ del cervello quando impariamo a leggere.

Quando si guarda quali parti del cervello si accendono quando leggiamo (vedi schema sopra) si vede che oltre alla VWFA e alla corteccia visiva, si attivano anche altre parti collegate col suono delle parole e col loro significato. Queste parti si attivano anche quando si ascolta. Questo spiega il trucco usato dal cervello per leggere : non fa che trasformare i segni arbitrari che indicano le parole nei suoni corrispondenti!  La VWFA non e’ altro che la parte del cervello dove vengono riconosciute le parole nella loro totalita’.

Questo riconoscimento procede in maniera gerarchica cominciando dai singoli tratti delle lettere, continuando col  riconoscimento delle lettere, dei fonemi e infine delle parole. E’ molto veloce perche’ il cervello processa in parallelo i diversi fonemi di una parola. Infatti un lettore esperto ha l’impressione di leggere ogni singola parola in maniera istantanea indipendentemente dalla lunghezza.

Il fatto di riusare gli stessi neuroni usati per riconoscere volti e oggetti produce alcuni strani effetti come:

  • I simboli usati per le lettere non sono arbitrari ma sono scelte in modo da essere riconosciuti facilmente dai neuroni della zona che stiamo riusando.
  • Gli oggetti e i volti sono trattati considerando le immagini speculari allo stesso modo  ma le parole non possono essere trattate in questo modo altrimenti confonderemmo alcune lettere come p e d . Ma all’inizio dell’addestramento a leggere e scrivere i bambini scrivono le parole sia in un senso che nell’altro pensando che sia la stessa cosa.

Commenti: Dehaene ha scritto un libro divulgativo sull’argomento  chiamato appunto : I neuroni della lettura.

Altri applet di neuroscienze

Il video ha come indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=MSy685vNqYk,

Autore: Stanislas Dehaene
© Peter Wall Institute for Advanced Studies

Titoli in inglese: Lecture by Dr. Stanislas Dehaene on “Reading the Brain”

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