La memoria : cos’e’, come si forma e cosa si puo’ fare per migliorarla.

La memoria : cos’e’, come si forma e cosa si puo’ fare per migliorarla.

Introduzione: Presentazione di Wendy Suzuki, neuroscienziata specializzata nello studio della memoria,  fatta a un pubblico di non esperti (un gruppo di dentisti).

Cose da fare: Si tratta di un video in inglese della durata di circa un’ora . Cliccate sulla figura sopra per farlo partire.

Cosa succede:Wendy Suzuki studia la memoria da oltre venti anni. In questa presentazione parla di tre aspetti di questo complesso argomento:

  1. Cosa sappiamo sul funzionamento della memoria.
  2. Come si studia la formazione di nuove memorie utilizzando topi e scimmie.
  3. Come l’esercizio fisico e’ il modo migliore per migliorare la memoria . In particolare e’ stato studiato l’effetto dell‘esercizio aerobico.

La scoperta del funzionamento della memoria risale a una data ben precisa il 1957 e alla persona che potete vedere nella figura sopra: Henry Molaison. A Henry Molaison erano stati appena asportati ambedue gli ippocampi ed aveva perso la capacita’ di formare nuovi ricordi. Questo permise di capire il ruolo essenziale dell’ippocampo nella memoria. Infatti l’ippocampo e’ in pratica l’unica parte del cervello dove si formano in continuazione nuovi neuroni (neurogenesi).

Quando impariamo qualcosa di nuovo si vedono circa il 20% di neuroni dell’ippocampo mandare in continuazione segnali. Poi, una volta che la memorizzazione a lungo termine e’ stata fatta nella corteccia cerebrale, queste stesse cellule dell’ippocampo sono disponibili per imparare altre cose. Henry Molaison aveva conservato tutti i ricordi a lungo termine formatesi prima dell’operazione.

Ma non tutti i tipi di memoria passano dall’ippocampo. Infatti l’amnesia di Henry Molaison riguardava solo la memoria episodica. Ma era in grado di imparare a fare nuove cose (per lo piu’ attivita’ motorie) esercitandosi. Se, dopo aver imparato qualcosa, gli si chiedeva perche’ era cosi’ bravo a farla, diceva semplicemente che era una sua capacita’ innata avendo scordato le lunghe ore passate ad esercitarsi. Una delle cose, ad esempio, che riusci’ a fare sempre bene nonostante l’amnesia, erano le parole crociate. Ricordava tutte le parole imparate fino all’operazione e ne aveva imparate anche di nuove.

L’effetto nefasto di alcune malattie sulla memoria si puo’ vedere fisicamente con una MRI del cervello come un restringimento dell’ippocampo dovuto alla sua atrofizzazione. Viceversa l’effetto positivo di alcune attivita’ si puo’ vedere attraverso l’aumento di volume dell’ippocampo. E’ cosi’ che e’ stato scoperto che i topi che facevano esercizio fisico ottenevano un miglioramento cognitivo.

Commenti :Wendy Suzuki ha scritto un libro divulgativo Healthy Brain Happy Life che sta per uscire anche in italiano su questi argomenti.

Suzanne Corkin e’ la scienziata che piu’ ha studiato Henry Molaison e dopo la sua morte nel 2008, ha scritto un affascinante libro su di lui :Prigioniero del presente. La vita indimenticabile del paziente amnesico H. M.

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Il video ha come indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=zH-a3zIimSU

Autore: Wendy Suzuki
© NYUDentistry

Titolo in inglese: Behavioral and Cognitive Neuroscience: Animal Models of Memory

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