Come usare questo materiale 
60 Sistema tolemaico [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Rosemary G. Kennett
| Sistema tolemaico | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Guardate come gli antichi prima di Galileo vedevano il sistema solare governato dal moto di epicicli e deferenti.
Cose da fare: Selezionate "Epicycle" quindi cambiate l'ultimo cursore in basso a destra a un valore diverso da 0. Deselezionate "labels" e cliccate su "Start Motion"
Cosa succede: Prima di Galileo si credeva che i corpi celesti fossero fatti di materia perfetta diversa da quella terrestre e governata da leggi diverse. Il loro moto poteva essere solo circolare . Ma allora come spiegare il curioso fatto che alcuni pianeti come Marte sembrano a volte tornare indietro sulla volta celeste formando delle caratteristiche traiettorie nient'affatto circolari. Furono inventati gli epicicli: dei curiosi oggetti messi nel cielo in modo che la regola del moto circolare fosse rispettata. Infatti l'epiciclo era una specie di disco circolare a cui il pianeta era attaccato. esso ruotava in una traiettoria circolare intorno alla Terra (il deferente) e al tempo stesso intorno al suo centro. Per questo dalla terra si vedeva il pianeta attaccato all'epiciclo andare avanti e indietro.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.phy.syr.edu/courses/Kennett/Epicycle/Epicycle.html e fa parte della raccolta Educational Modules & Simulations/Simulazioni Interattive
.
Il suo autore e' Rosemary G. Kennett.
Titolo in inglese: Epicycles and deferents demo .
Risorsa trovata con questa ricerca.
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

59 Biliardi e Caos [O] [S]
[I]
applet di meccanica
| Biliardi e Caos | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Una tavola da biliardo con una palla che rimbalza in continuazione dalle pareti e' una delle piu' semplici dimostrazioni del caos
Cose da fare: Se lasciate la tavola circolare dando start la palla tornera' subito al punto di partenza. Ma ora provate ad allargare la tavola aumentando il valore in "ratio" , date "start" e poi "continue" e vedrete che la palla non torna mai al punto di partenza.
Cosa succede: Trovate altri biliardi caotici e un po' di documentazione qui.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://serendip.brynmawr.edu/chaos/javacode/stad/Stadium.html .
Titolo in inglese: Chaotic Billiards .
Risorsa trovata con questa ricerca.
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

58 Riflessione e rifrazione delle onde [O] [S]
[I]
applet di ottica
scritto da Fu-Kwun Hwang
| Riflessione e rifrazione delle onde | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Le leggi della riflessione e della rifrazione dell'ottica geometrica hanno una semplice spiegazione se si guarda la propagazione delle onde.
Cose da fare: Cliccate piu' volte su "slower" per poter seguire
meglio l'animazione.
Potete usare il menu' in alto a sinistra per
scegliere una diversa coppia di materiali.
Nella finestrella accanto vedete riprodotto
il rapporto tra gli indici di rifrazione dei due materiali scelti.
Cosa succede: I fenomeni luminosi prodotti da un'onda piana come quella che proviene dal Sole, possono essere interpretati assumendo che ogni punto raggiunto dall'onda diventa a sua volta sorgente di un'onda sferica, e la velocita' delle onde dipende dal mezzo.Alla superficie di separazione di due mezzi avremo quindi onde in avanti (rifratte) con velocita' diversa delle onde riflesse all'indietro. Il risultato e' che la luce riflessa torna indietro formando un angolo uguale a quello d'incidenza mentre quella rifratta invece di proseguire in linea retta viene deviata in proporzione col rapporto delle velocita' e quindi degli indici di rifrazione.
Commenti: Se il sito dell'Universita' di Messina non risponde, provate col sito originale.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/mirror/ntnujava/propagation/propagation.html e fa parte della raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
.
Il suo autore e' Fu-Kwun Hwang.
Versione originale del materiale: Transmission of Wave through Dense media -- Reflection and Refraction
dalla raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

57 Oscillazioni del neutrino [O] [S]
[I]
applet di fisica delle particelle
scritto da Adam Para
| Oscillazioni del neutrino | applet | : fisica delle particelle | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Il neutrino assieme ai quark e agli elettroni e' uno dei componenti fondamentali della materia. In questo applet potete osservare una curiosa proprieta' che gli e' stata attribuita.
Cose da fare: Fate scorrere la pagina fino in fondo oppure cliccate su "run the applet" per vedere l'applet in funzione. L'applet parte con un campione formato solo da neutrini di tipo muone e mostra cosa succede nel tempo,
Cosa succede: Il neutrino e' stata l'ultima particella stabile ad essere scoperta. Essendo dotata solo di carica debole, cioe' puo' interagire solo con la forza debole, essa interagisce pochissimo con la materia. Per questo viene chiamata anche particella fantasma, perche' pur essendo numerosissima in natura e' molto difficile rilevarla. In particolare il sole produce una quantita' enorme di neutrini che si e' riusciti a rilevare: solo che le misure fatte indicano una quantita' di neutrini prodotti minore di quella che ci si aspetterebbe. La soluzione a questo dilemma potrebbe essere quella presentata in questo applet: i 3 tipi di neutrini presenti in Natura sarebbero in effetti miscele diverse di 3 stati base indicati come stati 1,2 e 3. (Questa e' una cosa perfettamente possibile secondo la meccanica quantistica). Ebbene questa miscela cambia nel tempo per cui cio' che inizialmente era un campione di soli neutrini mu diventa una miscela dei 3 tipi di neutrini(e,mu e tau). Questo spiegherebbe i neutrini mancanti, in quanto il rivelatore vede un solo tipo di neutrino. Questa variazione nel tempo dipende da una matrice che indica a quali miscele di stati 1,2 e 3 corrispondono i 3 neutrini noti in natura. Trovate questa tabella riprodotta in basso nell'applet sotto "Mixing Matrix".
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www-numi.fnal.gov:8875/fnal_minos/physics/Superposition1.html .
Il suo autore e' Adam Para.
Titolo in inglese: Three Family Neutrino Oscillations .
Risorsa trovata con questa ricerca.
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

56 Biliardo! [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da W.Bauer
| Biliardo! | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Manda in buca la palla rossa colpendola con la palla bianca..
Cose da fare: Usa il tasto destro del mouse e cliccando in un punto qualsiasi vedrai comparire una linea gialla fino alla palla bianca. Questa indica la direzione e l'intensita' con cui si colpisce la palla. Dai Start e vedi cosa succede.
Cosa succede: Ecco un esempio della conservazione della quantita' di moto in azione.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://lectureonline.cl.msu.edu/~mmp/applist/billy/billiard.htm e fa parte della raccolta Collezione di applet alla Michigan state University
.
Il suo autore e' W.Bauer.
Titolo in inglese: Billiards .
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55 Create il vostro planetario [O] [S]
[I]
applet di meccanica
| Create il vostro planetario | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Con questo applet potete creare una galassia di stelle, pianeti e asteroidi e guardare come si muovono .
Cose da fare: Cliccate sul pulsante rosso per fermare i
corpi celesti.Sul bottone giallo per farli andare
passo a passo e su quello verde per farli
andare in maniera automatica. Cliccate su +
o - per zoomare.
Quando il planetario e' fermo, potete cliccare col
bottone destro su un punto qualsiasi ed ottenere
un menu'. Tra le varie possibilita' avete quella
di caricare altri sistemi gia' predefiniti"Systems":
sceglietene qualcuno e provate a farlo partire
col tasto verde.
Cosa succede: I corpi celesti si muovono seguendo la seconda legge di Newton sottoposti alla forza di gravita'.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www2.bitstream.net/~womohund/GravityPage.html .
Titolo in inglese: Matters of gravity - an electronic orrery .
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54 Modello di Ising [O] [S]
[I]
applet di elettromagnetismo
scritto da Bernd Nottelmann
| Modello di Ising | applet | : elettromagnetismo | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Un modello dei materiali magnetici che permette di capire alcune loro proprieta'.
Cose da fare: Cliccate su Stop. Scegliete una temperatura trascinando il livello rosso nel termometro. Fate ripartire con Start.
Cosa succede: Una trattazione in inglese della teoria dietro questo metodo puo' essere trovata in questo: Monte Carlo Simulation for Statistical Physics.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://bartok.ucsc.edu/peter/java/ising/ising.html .
Il suo autore e' Bernd Nottelmann.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Two-Dimensional Ising Model .
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53 Composizione del moto [O] [S]
[I]
applet di meccanica
| Composizione del moto | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: E' possibile generare dei moti complessi nel piano combinando due moti semplici su una retta.
Cose da fare: Cliccando su "Spur" potete vedere la traiettoria disegnata. Su "loeschen" potete ripulire lo schermo. Provate a impostare valori diversi nelle finestre a sinistra per il moto verticale, nelle finestre a destra per il moto orizzontale.I valori da impostare sono la frequenza (Frequenz), l'ampiezza(Auslenkung) e la fase in gradi(Phase in Grad).
Cosa succede: Un grande passo avanti nello studio del moto dei corpi si ottenne quando Galileo scopri' che poteva analizzare la traiettoria di un proiettile come composizione di due moti piu' semplici:quello di una palla che viene lanciata in aria perpendicolarmente verso l'alto e quello di una palla che si muove in linea retta sul suolo. Newton fece diventare questa una proprieta' di tutti i tipi di moto introducendo i vettori e definendo F=ma come equazione vettoriale. Il significato di questo e' proprio quello che possiamo scomporre il moto di un qualsiasi oggetto in 3 moti lineari dati dalle equazioni:Fx=max , Fy=may , Fz=maz. Viceversa possiamo inventare moti molto complessi combinando moti lineari semplici come in questo applet.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.ai.ch/gym/fachsch/physik/pendel.htm e fa parte della raccolta Applet di Fisica
.
Titolo in inglese: Lissajous pendulum .
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52 Orbite intorno a un buco nero [O] [S]
[I]
applet di relativita'
scritto da John Walker
| Orbite intorno a un buco nero | applet | : relativita' | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Un corpo in orbita intorno a un buco nero non segue la legge di gravitazione universale ma le leggi della relativita'. Questo applet mostra l'orbita seguita.
Cose da fare: Cliccate su Start per vedere l'orbita seguita con i parametri predefiniti.
Cosa succede: Einstein con la relativita' generale ridefini' la legge della gravitazione universale. Questa nuova formulazione e' necessaria quando,come in questo caso, ci troviamo in campi gravitazionali molto forti. La descrizione di Einstein prevede che il campo gravitazionale deforma lo spaziotempo. L'orbita che vediamo seguire dal corpo e' dovuta proprio a questo spaziotempo deformato.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.fourmilab.ch/gravitation/orbits/ .
Il suo autore e' John Walker.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Orbits in Strongly Curved Spacetime .
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51 Conservazione del momento angolare [O] [S]
[I]
applet di meccanica
| Conservazione del momento angolare | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Un semplice esperimento che dimostra un effetto della legge della conservazione del momento angolare.
Cose da fare: Cliccando vicino al filo che sostiene il pendolo possiamo accorciarlo .
Cosa succede: Il momento angolare(o momento della
quantita' di moto) misura, grosso modo, la
tendenza di un corpo in moto circolare a persistere
nel suo moto circolare. Esso dipende dalla massa
del corpo, dalla velocita' angolare e dal raggio.
L = r x p
La sua conservazione implica che se variamo
il raggio come facciamo in questo caso, la
velocita' deve aumentare. Lo stesso effetto
viene sfruttato dai pattinatori sul ghiaccio
o anche dalle ballerine che
muovendo le braccia riescono a ruotare piu'
velocemente intorno a se stessi.
A livello cosmico, lo stesso effetto provoca
il ruotare velocissimo delle pulsar intorno a
se stessi. Infatti queste erano inizialmente stelle
come il Sole che ruotavano lentamente intorno
a se stessi ma poi,con l'esaurirsi del combustibile
nucleare, la stessa massa si e' riversata in uno
spazio molto piu' piccolo ma il momento angolare
e' rimasto identico, per cui la rotazione e' aumentata
di moltissimo. Ad esempio il Sole ruota intorno a
se stesso in circa 30 giorni mentre una pulsar
con la stessa massa ruota in un secondo! Alcune
pulsar arrivano anche a ruotare centinaia di volte
al secondo . Dato che la pulsar emette un fascio di
onde radio l'effetto e' di produrre un caratteristico
segnale rendendole simili a fari cosmici.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://liftoff.msfc.nasa.gov/Academy/ROCKET_SCI/ORBMECH/angular_momentum.html .
Titolo in inglese: Conservation Of Angular Momentum .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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50 Contrazione relativistica di un'astronave [O] [S]
[I]
gif animata di relativita'
| Contrazione relativistica di un'astronave | gif animata | : relativita' | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Quattro animazioni che mostrano come si contrae la dimensione di un'astronave all'avvicinarsi della sua velocita' a quella della luce.
Cose da fare: Si tratta di 4 immagini animate che potete vedere in sequenza scorrendo il documento e che danno un'idea di come un oggetto vicino alla velocita' della luce si contragga se visto da un osservatore in un sistema di riferimento stazionario(mentre gli occupanti dell'astronave non notano niente di strano).
Cosa succede: La contrazione delle lunghezze nella direzione del moto e' una delle conseguenze della teoria della relativita' ristretta di Einstein.Essa si aggiunge al rallentamento degli orologi e all'aumento della massa producendo dei fenomeni paradossali, come quello dei fratelli gemelli. Uno dei due fa un volo verso la stella piu' vicina a velocita' vicine a quella della luce e al ritorno trova il fratello invecchiato di alcuni mesi. Questo nonostante che i fenomeni sono simmetrici: cioe' se l'osservatore a terra vede l'astronave contrarsi, l'astronauta se guarda a terra la vede contrarsi a sua volta.Il fatto e' che essi non sono identici: solo il gemello sull'astronave subisce le accelerazioni e decelerazioni necessarie per andare e tornare.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.glenbrook.k12.il.us/gbssci/phys/mmedia/specrel/lc.html e fa parte della raccolta Multimedia Physics Studio
.
Titolo in inglese: Relativistic Length Contraction .
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49 Pendolo doppio [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da G.Anderson et al.
| Pendolo doppio | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Gauardate il caos in azione con questa simulazione di un semplice sistema fisico.
Cose da fare: Cliccate su Restart per far partire l'animazione. Sulla finestra a destra e' possibile vedere l'orbita che il punto che rappresenta il pendolo segue nello spazio delle fasi.
Cosa succede: Il caos che qui viene dimostrato da questo semplice
sistema fisico, simile a quei gadgets che mostrano
un moto continuo e imprevedibile, e' del tipo
deterministico molto diverso da quello
presente in altri sistemi fisici come il lancio
di un dado. In effetti nel nostro caso abbiamo
una semplice equazione che ci permette di calcolare
l'andamento del moto senza problemi, mentre
per il lancio del dado, non esiste nessuna
formula.
Che tipo di caos e' il caos deterministico
possiamo vederlo seguendo il moto del
pendolo nello spazio delle fasi nella finestra a destra.
Qui il moto avviene in effetti nello spazio tridimensionale
e possiamo vedere che la traiettoria descritta
continua a girare sempre nella stessa zona
di spazio senza mai ripetersi.Abbiamo cioe'
un attrattore caotico. Il caos deriva
dal fatto che piccole modifiche del punto
iniziale della traiettoria fanno finire il punto
in zone completamente diverse dell'attrattore
(la cosiddetta dipendenza critica dalle
condizioni iniziali scoperta da Poincare'
all'inizio del 1900). Solo se conosciamo
la posizione iniziale del sistema con assoluta
precisione potremo sapere dove il sistema
si trova dopo un certo tempo. Ora questa
conoscenza e' impossibile perche' implicherebbe
che la Natura (e i calcolatori) possano memorizzare
numeri con una precisione infinita.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.physics.nwu.edu/ugrad/vpl/mechanics/pendulum.html e fa parte della raccolta Laboratorio virtuale di Fisica
.
Il suo autore e' G.Anderson et al..
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Double Pendulum .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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48 Esaminate la bottiglia di Klein e altri curiosi oggetti geometrici [O] [S]
[I]
oggetto VRML di geometria
scritto da J.P.Petit e C.Tardy
| Esaminate la bottiglia di Klein e altri curiosi oggetti geometrici | oggetto VRML | : geometria | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Utilizzando la realta' virtuale potete far diventare delle equazioni oggetti nello spazio che potete esaminare a piacere.
Cose da fare: Scegliete nella lista l'oggetto che volete esaminare. Una volta che l'oggetto compare all'interno del plugin potete usare il mouse per selezionare uno dei comandi dello stesso e quindi per operare sull'oggetto.
Cosa succede:
Commenti: Richiede il plugin Cosmo Player
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.jp-petit.com/science/maths_f/virt_real.htm .
Il suo autore e' J.P.Petit e C.Tardy.
Titolo in inglese: Examine the Klein's bottle and other funny geometrical objects .
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

47 Provate a colpire un oggetto in movimento [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Angel Franco Garcia
| Provate a colpire un oggetto in movimento | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Cercate di centrare un oggetto che cade scegliendo un opportuno angolo e velocita' del proiettile.
Cose da fare: L'applet si trova in fondo alla pagina. Cliccate su "Nuevo". L'oggetto da colpire e' indicato dal cerchio rosso. Scrivi in "V. de disparo" la velocita' e in "angulo de tiro" l'angolo. Clicca su "Lanzar".
Per riprovare cambia i valori e clicca
daccapo su "Lanzar"
Sotto "Posicion de blanco" potete cambiare
la posizione del bersaglio.
Cosa succede:
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.sc.ehu.es/sbweb/fisica/cinematica/parabolico/composicion/composicion.htm e fa parte della raccolta Fisica col computer:Corso interattivo di Fisica
.
Il suo autore e' Angel Franco Garcia.
Titolo in inglese: Shoot at a moving target .
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46 Esplora il campo elettrico [O] [S]
[I]
applet di elettromagnetismo
scritto da Martin Busque et al.
| Esplora il campo elettrico | applet | : elettromagnetismo | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Disegna le linee di forza di un campo generato da una serie di cariche elettriche
Cose da fare: Clicca sui punti dove vuoi piazzare le cariche
e decidi il loro segno e la loro grandezza scrivendole
nella piccola finestra che si apre .
Ora seleziona
"Trace field lines" e clicca sui punti dove vuoi
che le linee siano disegnate.
Passando il mouse senza cliccare e' possibile
avere il valore del campo elettrico nel punto dove si trova il mouse.
Cosa succede: Le linee di forza permettono di visualizzare il campo
elettrico che di per se e' invisibile.Il campo elettrico
in un punto e' tangente alla linea di forza che
passa per quel punto. Inoltre le zone dove le linee
di forza si addensano indicano la presenza di un campo
piu' intenso.
Le linee di forza furono inventate
da Faraday che si ispiro' probabilmente alle
configurazioni prodotte dalla limatura di ferro
intorno a una calamita.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.gel.ulaval.ca/~mbusque/elec/main_e.html .
Il suo autore e' Martin Busque et al..
Titolo in inglese: Exploring electric fields .
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45 Ammassi stellari [O] [S]
[I]
applet di meccanica
| Ammassi stellari | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: L'affascinante balletto di un gruppo di stelle che si muovono sottoposto alla gravitazione reciproca.
Cose da fare: Definisci col cursore "N=2" il numero di stelle e fai partire l'animazione con "Go"
Cosa succede: Il moto delle stelle viene regolato dalla forza di gravita' delle altre stelle. L'applet da un'idea di come si formino e si evolvino gli ammassi stellari .Ma anche di come si muovono le stelle binarie. Ammassi stellari e stelle binarie costituiscono una delle prove piu' evidenti della validita' della legge della gravitazione universale in tutto l'Universo.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.kingsu.ab.ca/~brian/proj/nbod2.html .
Titolo in inglese: N-Body Simulation .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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44 Figure di interferenza [O] [S]
[I]
animazione Shockwave di onde
| Figure di interferenza | animazione Shockwave | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: La sovrapposizione di 2 serie di cerchi concentrici genera interessanti figure che possono servire a spiegare alcuni fenomeni fisici.
Cose da fare: Cliccate sui 4 comandi a freccia per far muovere un gruppo di cerchi sull'altro nella direzione voluta. Cliccate sul quadrato centrale per fermare il moto. Cliccate su "home" per tornare al punto di partenza.
Cosa succede: Notate che quando un gruppo di cerchi si muove le intersezioni tra i cerchi formano delle configurazioni caratteristiche che formano delle famiglie di iperboli e variano rapidamente. Per quanto questo sia dovuto a un effetto ottico, queste curve indicano proprio dove le due onde arrivano in fase (assumendo che le linee circolari rappresentino le creste delle onde).
Commenti: Richiede il plugin Shockwave.
Disponibile anche da MSU Java Mirror
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/mirror/ExplrSci/dswmedia/interfer.htm e fa parte della raccolta IFMSA WebLab - laboratorio virtuale di Fisica
.
Versione originale del materiale: Interference patterns
dalla raccolta ExploreScience.com:imparare in maniera interattiva
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

43 Pendolo di Newton [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Walter Fendt
| Pendolo di Newton | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: L'equivalente Java del gadget: una dimostrazione della conservazione della quantita' di moto.
Cose da fare: Potete scegliere dal menu' il numero di palle da far rimbalzare.
Cosa succede: Una dimostrazione della conservazione della quantita' di moto. Le cinque palle hanno tutte la stessa massa. L'urto avviene in maniera elastica. In queste condizioni sappiamo che lanciando una palla contro una ferma e colpendola esattamente nel centro, la palla proiettile si ferma e la palla bersaglio si mette in moto con la velocita' del proiettile. Nel caso del pendolo di Newton abbiamo le stesse condizioni con l'unica differenza che tra proiettile e bersaglio ci sono delle altre palle ferme che pero' non fanno altro che trasmettere la quantita' di moto.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://home.a-city.de/walter.fendt/phd/nwiege.htm e fa parte della raccolta Java-Applets:Mathematic,Physik,Astronomie
.
Il suo autore e' Walter Fendt.
Classi disponibili qui.
Titolo in inglese: Newton's cradle .
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

42 Potenze di dieci [O] [S]
[I]
serie di immagini di concetti base
| Potenze di dieci | serie di immagini | : concetti base | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Da 10-15 a 1026 fate un viaggio dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande.
Cose da fare: Cliccate su Inizio per cominciare il viaggio. Quindi cliccate sul righello sotto per scegliere le tappe successive.
Cosa succede: La corretta comprensione della dimensione
delle cose ci permette di capire meglio il mondo
che ci circonda. Ad esempio di rispondere a
domande come:e' possibile vedere l'atomo?
(No, perche' la luce normale avendo una lunghezza
d'onda di 10-6(in effetti tra 4 e 8
centimillesimi di centimetro) non puo' distinguere
dei particolari cosi' piccoli come l'atomo che e'
mille volte piu' piccolo). L'oggetto piu' piccolo che un
microscopio ottico puo' vedere e' un batterio. Ma se
si usa una "luce" di lunghezza d'onda piu' piccola e'
possibile vedere oggetti piu' piccoli.
Un modo per produrre questa "luce" e' di usare particelle
come gli elettroni che in certe condizioni si comportano
come un'onda di lunghezza molto piccola.
Ecco il microscopio elettronico che puo' vedere
particolari ancora piu' piccoli.
Un'altra domanda a cui possiamo rispondere
conoscendo la grandezza relativa degli oggetti e' la
seguente: perche' sentiamo un suono dietro l'angolo
ma non vediamo un oggetto .Perche' la lunghezza
d'onda del suono e' dell'ordine dei centimetri
mentre quella della luce e' dell'ordine dei micrometri.
Ora dato che le onde non si propagano in linea retta
oltre lo spigolo ma si produce sempre un certo "sparpagliamento":
questo e' dell'ordine di grandezza della lunghezza
d'onda e per le onde sonore e' abbastanza grande
da raggiungerci; per la luce e' invece piccolissimo.
In altre parole le ombre dovute alla luce sono nette
con una piccola sfrangiatura ai bordi mentre "l'ombra" di un'onda sonora
e' molto piu' confusa con una grande zona di penombra
ai bordi .
Commenti: Un altro documento simile con una scelta diversa di immagini lo trovate qui. Viceversa questo applet fa vedere il passaggio dalle galassie ai quark e viceversa come un'animazione continua.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://cern.web.cern.ch/CERN/Microcosm/P10/italian/welcome.html .
Versione originale del materiale: Powers of Ten
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41 Sintesi di Fourier [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da Jean-Jacques Rosseau
| Sintesi di Fourier | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Producete del suoni complessi sommando dei suoni sinusoidali
Cose da fare: Provate a scegliere prima uno dei suoni predefiniti dal menu.Poi provate a creare il suono selezionando le varie armoniche spostando le barre rosse e blu. Se avete una scheda sonora potete selezionare "Avec son" per ascoltare il risultato.
Cosa succede: Secondo il teorema di Fourier ogni funzione periodica che varia con frequenza f puo' essere espressa come una sovrapposizione di funzioni sinusoidali di frequenza 2f,3f,4f,...Se applichiamo questo al suono otteniamo che possiamo riprodurre qualsiasi suono sovrapponendo dei suoni semplici di diversa frequenza.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.univ-lemans.fr/enseignements/physique/02/divers/syntfour.html e fa parte della raccolta Fisica e simulazioni numeriche
.
Il suo autore e' Jean-Jacques Rosseau.
Titolo in inglese: Fourier Synthesis .
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40 Scopri la simmetria. [O] [S]
[I]
applet di concetti base
scritto da Wes Hardaker
| Scopri la simmetria. | applet | : concetti base | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Tutti sappiamo riconoscere un oggetto simmetrico. Ma come si definisce la simmetria nella Fisica?
Cose da fare: Clicca su "Begin the demonstration". Compare
l'applet. Ora clicca su uno dei quattro oggetti.
Compare una finestra con l'oggetto nel
centro. Ora clicca sul tasto "Duplicate" e
dovreste vedere formarsi una copia dell'oggetto.
Ora procedete a eseguire su questo duplicato
delle operazioni usando i vari comandi.
Se le operazioni fatte sono simmetriche
allora cliccando su "Merge" i due oggetti devono
ricomporsi in un'unico oggetto.
Cosa succede: Quando i fisici scoprono delle simmetrie nelle leggi fisiche allora significa che hanno scoperto qualcosa di profondo sulla Natura. Esiste una semplice definizione di simmetria valida sia per gli oggetti come quelli dell'applet , che per le leggi fisiche: un oggetto e' simmetrico rispetto a certe operazioni se eseguendo queste operazioni su di esso esso rimane identico a come era prima delle operazioni.L'insieme di queste operazioni viene indicato di solito col termine di gruppo di simmetria.In effetti nella matematica la nozione di gruppo serve a indicare degli insiemi di elementi che si prestano bene a rappresentare operazioni che conservano la simmetria.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www-sphys.unil.ch/symmetry/ .
Il suo autore e' Wes Hardaker.
Titolo in inglese: Discovering Symmetry .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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39 Suona il piano [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da G.D. Westfall
| Suona il piano | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Quali sono le frequenze corrispondenti alle note?
Cose da fare: Basta cliccare su un tasto qualsiasi.Le note
vengono indicate coi termini inglesi/tedeschi,
cioe' C-D-E-F-G-A-B invece di do-re-mi-fa-so-la-si.
Sopra vedrete scritti oltre al nome della
nota, la sua frequenza("Frequenz") e la sua
lunghezza d'onda ("Wellelaenge").
Cosa succede: Il suono e' un'onda e ogni nota corrisponde a una ben determinata lunghezza d'onda e frequenza..
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://lectureonline.cl.msu.edu/~mmp/applist/sound/sound.html e fa parte della raccolta Collezione di applet alla Michigan state University
.
Il suo autore e' G.D. Westfall.
Titolo in inglese: Piano .
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38 Effetto Doppler [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da W.Bauer
| Effetto Doppler | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Quest'effetto e' la ragione per cui sentiamo in maniera diversa il clackson di un'auto che si avvicina e di un'auto che si allontana.
Cose da fare: Tenendo il tasto del mouse premuto scegli la posizione di partenza della sorgente sonora e la sua velocita'. Quando si rilascia il mouse la sorgente comincia a muoversi generando onde.
Cosa succede: Possiamo descrivere l'effetto dicendo che il suono di un oggetto che si avvicina e' piu' acuto di quello dello stesso oggetto che si allontana. Questo significa una maggiore frequenza del suono. Se ora guardate l'animazione, potete vedere che ,come conseguenza del moto, i cerchi si addensano in avanti ed e' questo che produce la maggiore frequenza.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://lectureonline.cl.msu.edu/~mmp/applist/doppler/d.htm e fa parte della raccolta Collezione di applet alla Michigan state University
.
Il suo autore e' W.Bauer.
Titolo in inglese: Doppler Effect .
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37 Orbitali atomici e molecolari [O] [S]
[I]
applet di fisica atomica
scritto da Craig Allen Counterman
| Orbitali atomici e molecolari | applet | : fisica atomica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Questi disegni di orbitali permettono di visualizzare come gli elettroni "ruotano" intorno al nucleo nell'atomo.
Cose da fare: Ognuno dei tasti rappresenta una particolare orbita. Cliccate sopra e avrete il disegno dell'orbitale. Usando i cursori a destra e sotto potete ruotare la figura.
Cosa succede: Un elettrone in orbita intorno ad un'atomo viene
descritto dalla meccanica quantistica con una
funzione che ci permette di stabilire la probabilita'
di trovare l'elettrone in una certa regione di spazio.
Questo applet rappresenta queste probabilita'
con delle nuvole di punti.
Gli orbitali sono l'equivalente delle traiettorie
della meccanica classica e descrivono l'elettrone
in orbita in un'atomo intorno al nucleo.
Per capire la struttura dell'atomo e la sua stabilita'
(secondo la meccanica classica l'elettrone
dovrebbe cadere nel nucleo) sono necessari 3
principi stabiliti dalla meccanica quantistica:
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://wulff.mit.edu/orbs/ .
Il suo autore e' Craig Allen Counterman.
Titolo in inglese: Atomic and Molecular Orbitals .
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36 Le tre leggi di Keplero [O] [S]
[I]
applet di meccanica
| Le tre leggi di Keplero | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: tre applet che mostrano le 3 leggi in funzione.
Cose da fare: Clicca su "Premiere ,Seconde, Troisieme loi"
per accedere ai 3 applet.
Nel primo applet e' possibile variare
l'eccentricita' dell'orbita regolando un cursore.
Per la seconda legge e' possibile regolare
la grandezza dell'area spazzata dalla traiettoria che si
vuole vedere disegnata.
Per la terza legge potete avvicinare o allontanare
col mouse il satellite osservando come varia
il tempo necessario a fare un giro intorno alla
terra. Potete inoltre, cliccando sui tasti "Geosynch"
e "Shuttle", vedere le orbite usate dai satelliti
geostazionari e dalla navetta spaziale.
Cosa succede: Le 3 leggi di Keplero aprirono la strada a Newton
e alla scienza moderna. Keplero si baso' per la
loro formulazione su accurate misure del moto
dei pianeti fatte dall'astronomo danese Ticho
Brahe. La prima legge stabilisce che l'orbita
di ogni pianeta e' un'ellisse che ha il Sole in uno
dei fuochi.
La seconda legge :l'area
spazzata dalla retta pianeta-Sole e' proporzionale
alla velocita'.
Infine la terza legge:il
rapporto tra il cubo del semiasse maggiore e il
quadrato del periodo e' identico per tutti i pianeti.
Dopo che Newton ebbe formulato la sua
equazione del moto f=ma e la legge di gravitazione
universale, egli pote' ricavare le tre leggi di Keplero
direttamente dalle equazioni del moto.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.ac-nice.fr/physique/kepler/index.htm e fa parte della raccolta Les Documents Pedagogiques en PHYSIQUE
.
Titolo in inglese: Kepler's three laws .
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35 Come si formano i fulmini [O] [S]
[I]
applet di elettromagnetismo
| Come si formano i fulmini | applet | : elettromagnetismo | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Una semplice animazione mostra come si formano i fulmini.
Cose da fare: Dove sono le cariche positive?
Cosa succede: Chiunque abbia provato a camminare su una moquette, sa che e' facile caricarsi di elettricita' statica e che il risultato di questa carica e' una piccola scarica (un minifulmine!) quando toccate un conduttore. I fulmini si formano allo stesso modo. L'accumularsi di cariche nelle nubi dovuta al loro movimento, trasforma la zona del temporale in un gigantesco condensatore. La carica negativa si accumula in questo caso alla base delle nuvole . Questo provoca l'accumularsi di cariche positive a terra fino allo scoccare del fulmine.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://micro.magnet.fsu.edu/electromag/java/lightning/ e fa parte della raccolta Electricity and Magnetism - Interactive Java Tutorials
.
Titolo in inglese: Lightning: An Example Of A Natural Capacitor .
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34 Onde stazionarie di una corda [O] [S]
[I]
animazione Shockwave di onde
scritto da Pascal Renault
| Onde stazionarie di una corda | animazione Shockwave | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Sperimenta con le onde stazionarie che si possono generare con una corda vibrante.
Cose da fare: Prova ad attivare una sola armonica per volta,
impostando a 100 una delle barre e a zero
le altre. Che figura si ottiene.
Ora prova a generare una mistura di armoniche
impostando piu' barre a valori diversi da 0.
Prova a liberare un'estremita' o ambedue
le estremita' della corda.
Cosa succede: La vibrazione di una corda pizzicata ,per quanto complessa, puo' essere spiegata come una miscela di alcune vibrazioni semplici dette onde stazionarie.
Commenti: Plugin Shockwave necessario per vedere questo materiale.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://users.erols.com/renau/harmonics.html e fa parte della raccolta Applets di Pascal Renault
.
Il suo autore e' Pascal Renault.
Titolo in inglese: Harmonics .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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33 Disegnare come Escher [O] [S]
[I]
applet di fisica atomica
scritto da Wes Hardaker e Gervais Chapuis
| Disegnare come Escher | applet | : fisica atomica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Cosa c'entra Escher con la fisica atomica e la matematica? Scopritelo disegnando alla sua maniera con questo applet.
Cose da fare: Scegliete il colore col menu' a sinistra e cominciate a disegnare!
Cosa succede: Nonostante gli atomi siano invisibili, l'effetto del loro disporsi in maniera regolare nello spazio produce i cristalli. Ci sono solo un numero limitato di modi in cui degli oggetti tutti identici si possono disporre nello spazio. Questi modi vengono chiamati in gergo gruppi cristallografici. Questo applet vi permette di sperimentare non con la disposizione regolare nello spazio ma con quella del piano. Anche qui abbiamo un certo numero di gruppi , con l'esattezza 17, indicati dagli scienziati con le sigle che trovate nell'applet. Nel caso del piano le disposizioni regolari corrispondono a pavimentazioni e gli atomi a mattonelle o tasselli. Quando disegnate in un tassello, questo viene riprodotto in tutti gli altri tasselli seguendo le regole del gruppo scelto.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www-sphys.unil.ch/escher/ .
Il suo autore e' Wes Hardaker e Gervais Chapuis.
Classi disponibili qui.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Escher Web Sketch .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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32 Annichilazione elettrone/positrone [O] [S]
[I]
gif animata di fisica delle particelle
| Annichilazione elettrone/positrone | gif animata | : fisica delle particelle | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Come fanno a prodursi nuovi tipi di particelle quando un elettrone e un positrone si scontrano annichilandosi.
Cose da fare: Si tratta di due figure che mostrano le fasi di un possibile decadimento. Se cliccate sul link "animazione" che compare in fondo alla pagina potete vedere le stesse immagini in una animazione.
Cosa succede: Per approfondire quello che succede potete leggere il documento di cui questa animazione fa parte. Per una spiegazione piu' concisa potete guardare questo Il tessuto dell'Universo.
Commenti: Se il sito dell'INFN non risponde, potete collegarvi al sito originale in inglese.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://wwwps.lnf.infn.it/particle/paitaliano/eedd.html e fa parte della raccolta L'avventura delle particelle
.
Versione originale del materiale: Electron-positron annihilation
dalla raccolta Particle Adventure
Risorsa trovata con questa ricerca.
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31 Distribuzione di Maxwell-Boltzmann [O] [S]
[I]
applet di termodinamica
scritto da Andrew M. Rappe
| Distribuzione di Maxwell-Boltzmann | applet | : termodinamica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Come si distribuiscono le velocita' e quindi le energie di una collezione di molecole di gas in equilibrio?
Cose da fare: Cliccate sul tasto Go per far apparire
l'applet in una finestra a parte. Cliccate su Start
per far partire la simulazione.
Alla fine cliccate su Quit.
Provate ad aumentare il numero delle molecole.
Notate nel grafico in basso a sinistra come
varia la velocita' di un singola molecola(quella
bianca).
Provate a cambiare la temperatura col menu'
in alto al centro ("Temp(K)"). Cosa succede?
Cosa succede: Il calore puo' essere spiegato col moto di agitazione delle molecole. La distribuzione di Maxwell-Boltzmann descrive come l'energia si distribuisce tra le molecole. Le molecole si muovono a caso urtandosi e scambiandosi energia. La cosa interessante e' che dopo un certo tempo si raggiunge uno stato di equilibrio e le velocita' delle molecole diventano tali da disporsi come nella distribuzione di Maxwell-Boltzmann. La temperatura non e' altro che una misura della velocita' media delle molecole in questa distribuzione.
Commenti: Questo applet e' contenuto in un'ottima introduzione all'argomento (in inglese) con esercizi.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://oobleck.chem.upenn.edu/~rappe/MB/MBjava.html .
Il suo autore e' Andrew M. Rappe.
Titolo in inglese: Maxwell-Boltzmann Distribution .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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30 Velocità di fase e velocità di gruppo [O] [S]
[I]
dimostrazione di onde
| Velocità di fase e velocità di gruppo | dimostrazione | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Nello studiare i pacchetti d'onda e' importante distinguere questi 2 concetti. Questo dispositivo da stampare su lucidi, vi permette di vedere la differenza.
Cose da fare: Cliccate su parallel lines per avere una copia del disegno di base. Stampate 1 copia della figura . Fatene una copia 1:1 su lucido e un'altra ridotta del 5% sempre su lucido.Sovrapponete un foglio sull'altro con un angolo piccolo tra le righe. Fate scorrere lentamente un foglio sull'altro.
Cosa succede: La configurazione prodotta dall'interferenza tra le righe dovrebbe scorrere molto piu' velocemente (velocita' di gruppo) della velocita' di scorrimento del foglio(velocita' di fase).Un pacchetto d'onda e' il prodotto della sovrapposizione di piu' onde sinusoidali che si estendono in tutto spazio (qui rappresentate dai singoli fogli).Queste onde si muovono con una certa velocita' (detta di fase). La loro sovrapposizione produce un pacchetto che non solo e' localizzato nello spazio ma si muove anche con una propria velocita' detta di gruppo.Il pacchetto nel dispositivo corrisponde alla configurazione Moire' generata dalla sovrapposizione dei lucidi.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.physics.brown.edu/Studies/Demo/waves/demo/3b3320.htm e fa parte della raccolta Brown Physics Lecture Demonstrations
.
Titolo in inglese: Phase and Group Velocity .
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29 La temperatura come velocità degli atomi [O] [S]
[I]
applet di termodinamica
| La temperatura come velocità degli atomi | applet | : termodinamica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Vedete da cosa dipende la temperatura e come mai esiste una temperatura zero.
Cose da fare: Provate a variare la temperatura degli atomi (l'applet si trova a meta' pagina) muovendo il cursore col mouse.
Cosa succede: Ogni temperatura corrisponde a una velocita' media delle molecole.A temperatura zero gli atomi dovrebbero congelarsi in una posizione fissa. In realta' le cose non sono cosi' semplici in quanto gli atomi sono degli oggetti di tipo quantistico che si comportano in maniera del tutto particolare. In pratica,riguardo l'occupazione dello spazio, si distinguono due tipi di oggetti quantistici: i bosoni detti cosi' perche' seguono la statistica di Bose-Einstein e i fermioni che seguono quella di Fermi. I fermioni si comportano come si comporterebbero delle normali biglie. Ognuno si ferma in una posizione diversa vibrando intorno a questa posizione. Invece i bosoni preferiscono occupare tutti lo stesso spazio formando un nuovo tipo di materiale detto condensato di Bose-Einstein.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.mi.infn.it/~phys2000/bec/temperature.html e fa parte della raccolta Physics 2000, un viaggio interattivo nella fisica moderna
.
Versione originale del materiale: Temperature and Absolute Zero
dalla raccolta Physics 2000
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28 Serie radioattive naturali [O] [S]
[I]
applet di fisica nucleare
scritto da Yevgeniy Miretskiy
| Serie radioattive naturali | applet | : fisica nucleare | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Questo applet permette di sperimentare con gli elementi radioattivi naturali per avere un'idea del tempo necessario perche' tutti gli elementi radioattivi si disintegrino dando luogo a composti stabili.
Cose da fare: La serie predefinita e' quella dell'uranio 238. Cliccando su "Sequence info" potete vedere come si svolge la disintegrazione. Alla fine dovrebbe trasformarsi tutto in Piombo. Date "Dismiss" e cominciate indicando come "TimeStep" 1 (cioe' 1 anno). Premete il tasto Ritorno e vedete il formarsi graduale dei vari prodotti. Provate ad aumentare la "TimeStep" a 10, 100,1000, ... anni. A quanti anni dovete arrivare perche' la reazione avvenga rapidamente? Ora provate ad animare cliccando su "Animate". Infine provate con le altre serie. Sono tutte cosi' lente?
Cosa succede: Per quanto non si puo' dire con precisione quando un atomo radioattivo decadra', possiamo definire la vita media cioe' il tempo necessario perche' la sostanza di partenza si riduca a meta'. Queste vite medie variano moltissimo spiegando l'andamento dei decadimenti nel tempo.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.journey.sunysb.edu/ProjectJava/Radiation/home.html e fa parte della raccolta Project Java
.
Il suo autore e' Yevgeniy Miretskiy.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Radioactive Decay .
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27 Terza legge di Keplero [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da David Caley et al.
| Terza legge di Keplero | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: In questo applet potete vedere il moto della Terra e di Marte secondo le leggi di Keplero. In particolare potete sperimentare sulla terza legge provando ad allontanare o ad avvicinare i pianeti al Sole.
Cose da fare: Mettete in moto cliccando su "Start". Quanti anni terrestri sono necessari perche' Marte sia daccapo vicino alla Terra? Ora provate a spostare i 2 pianeti col mouse e a vederne l'effetto sul moto. Se Marte si trova a 3 AU dal Sole (3 volte la distanza Terra-Sole) quanto durerebbe il suo anno?
Cosa succede: La terza legge di Keplero dice che
(T1/T2)2 = (a1/a2)3 dove
T
e' il periodo in anni e a la distanza dal Sole in AU
(piu' precisamente la lunghezza del semiasse
maggiore dell'ellisse descritta dal pianeta).
Essa esprime in maniera
quantitativa il fatto che quanto piu' vicino
si trova un pianeta al Sole, tanto piu' piccolo
e' il suo anno e piu' grande il periodo.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://jersey.uoregon.edu/vlab/kepler/Kepler.html e fa parte della raccolta University of Oregon Virtual Lab
.
Il suo autore e' David Caley et al..
Titolo in inglese: Kepler's Third Law .
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26 Effetto tunnel [O] [S]
[I]
animazione Shockwave di meccanica quantistica
scritto da Chandima Cumaranatunge et al.
| Effetto tunnel | animazione Shockwave | : meccanica quantistica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Una tra le piu' strane previsioni della meccanica quantistica e' data da questo effetto. Questo viene presentato in maniera pittoresca dicendo che se vi appoggiate a un muro,esiste una piccolissima probabilita' di riuscire a superarlo passando dall'altra parte. A livello delle particelle elementari il "muro" e' rappresentato da una cosiddetta "barriera di potenziale" e la probabilita' di superarlo non e' cosi' trascurabile.
Cose da fare: Selezionate "Probability Density" e "Redraw graphics" per vedere cosa succede sotto forma di grafico. Se il grafico e' maggiore di 0 anche dopo l'ostacolo allora si ha l'effetto tunnel. Provate a selezionare altri tipi di particella. Provate a cambiare il tipo di ostacolo.
Cosa succede: Non c'e' niente di magico in questo effetto. Le equazioni alla base della meccanica quantistica permettono di calcolarlo con precisione. Ma nella vita reale non c'e' da preoccuparsi: stiamo parlando di oggetti piccolissimi.
Commenti: Per questo applet avete bisogno del plugin per vedere i materiali Shockwave.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://phys.educ.ksu.edu/vqm/html/qtunneling.html e fa parte della raccolta Visual Quantum Mechanics at KSU
.
Il suo autore e' Chandima Cumaranatunge et al..
Titolo in inglese: Quantum Tunneling .
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25 Legge di Boyle dei gas [O] [S]
[I]
applet di termodinamica
| Legge di Boyle dei gas | applet | : termodinamica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Chiunque abbia usato una pompa da bicicletta
sa che se si tiene chiusa l'estremita' della
pompa e si cerca di comprimere l'aria, questa
fa sempre piu' "resistenza".
Secondo la legge di Boyle la pressione e'
inversamente proporzionale al volume.
Cioe' premendo un gas con uno stantuffo
in un recipiente stagno, la pressione
aumenta.
Se la temperatura rimane costante allora
queste due quantita' cambiano in modo
che Pressione*Volume=costante..
Questo applet vi permette non solo di
vedere come la cosa funziona ma anche
di verificare la legge.
Cose da fare: Provate a "premere" lo stantuffo usando il mouse e notate come le particelle di gas picchiano molto di piu' sulle pareti. Guardate i valori della pressione ("Pressure") e del Volume mentre fate questo. Potete anche fare un grafico su carta millimetrata o con un foglio elettronico riportando diverse coppie di valori. Che tipo di andamento avete?
Cosa succede: Il modello di gas "ideale" come una serie di molecole dotate di una certa velocita' (corrispondente alla temperatura) che urtano le pareti producendo una pressione e' in grado di spiegare questa legge empirica. Anche con una o pochissime molecole come in questo applet.Nella realta' un solo centimetro quadrato contiene 1019 molecole!
La formulazione matematica della legge di Boyle e' la seguente:
dove k e' una costante, ovvero
Qui trovate una discussione completa (in inglese)
sulla legge di Boyle.
In effetti questa legge(scoperta nel 1662) fu uno
dei primi indizi che la materia era composta da
atomi e che l'ipotesi atomica proposta dai greci
Leucippo e Democrito 2000 anni prima era corretta!
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.hargrave.edu/academics/science/cpchem2/labnotes/boyle.html e fa parte della raccolta Progetto Links:Matematica e le sue applicazioni all'ingegneria e alla scienza
.
Titolo in inglese: Boyle's Law .
Risorsa trovata con questa ricerca.
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

24 Spinta di Archimede [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Walter Fendt
| Spinta di Archimede | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Esplorate l'idea luminosa che fece gridare "Eureka" ad Archimede.Aveva scoperto come provare se la corona costruita per il tiranno di Siracusa conteneva solo oro oppure anche qualche altro materiale meno prezioso.
Cose da fare: Potete trascinare col mouse l'oggetto nell'acqua e vedere l'effetto sul peso(guardate la forza al dinamometro) man mano che l'oggetto viene immerso.
Cosa succede: Una corona d'oro puro e una di lega, pur avendo
lo stesso volume , provocano una diversa spinta
nell'acqua.Infatti le loro densita' sono diverse e
quindi possiamo scoprire se il fabbro era o no
un imbroglione col semplice trucco di confrontare
il peso della corona nell'acqua col peso dell'oro
dato dal tiranno sempre nell'acqua.
La legge di Archimede dice :
Ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso
l'alto pari al peso del volume di liquido spostato.
Percio' il dispositivo usato ci permette di misurare
la densita' di un qualsiasi materiale immerso nell'acqua.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/ita/archimede/archimede_ita.htm e fa parte della raccolta IFMSA WebLab - laboratorio virtuale di Fisica
.
Il suo autore e' Walter Fendt.
Classi disponibili qui.
Versione originale del materiale: Buoyant Force in Liquids
dalla raccolta Java-Applets:Mathematic,Physik,Astronomie
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23 Visualizza l'equazione di Schroedinger [O] [S]
[I]
applet di meccanica quantistica
scritto da John L. Richardson,Michael Klein
| Visualizza l'equazione di Schroedinger | applet | : meccanica quantistica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: L'equazione di Schroedinger e' alla base della meccanica quantistica. Purtroppo e' una delle cose piu' difficili da capire della fisica. Questo applet facilita un po' le cose permettendo di vedere come l'equazione di Schroedinger descrive i fenomeni che avvengono a livello microscopico.
Cose da fare: Provate a fare un giro guidato cliccando su
"Guided Tour" e quindi su "example #" sotto
a destra per passare da un esempio all'altro.
Cliccate su "Restart" per rieseguire l'animazione
che mostra il comportamento del sistema.
Il grafico blu rappresenta la parte
reale della funzione d'onda, il grafico verde
la parte immaginaria. La probabilita' e' indicata
dalla zona di colore solido. Il colore usato
per questa zona rappresenta lo sfasamento
tra parte reale e parte immaginaria.
Cosa succede: Nella meccanica quantistica si descrivono
i fenomeni rappresentando degli oggetti
quantistici tramite la variazione
nello spazio e nel tempo di un numero
complesso. Questa variazione viene
descritta dall'equazione di Schroedinger.
Qui vediamo alcune semplici
soluzioni di questa equazione dove
un "oggetto quantistico"
rappresentato da una funzione d'onda Psi(x,t)
interagisce con "altri oggetti quantistici"
rappresentati da potenziali V(x) .
Nell'animazione potete vedere cosa succede
quando i 2 oggetti interagiscono. In queste
dimostrazioni l'oggetto quantistico Psi(x,t)
e' quello che si chiama un pacchetto d'onde
e potrebbe rappresentare una particella della
meccanica classica mentre il potenziale
V(x) descrive il campo di forza nel
quale la particella si muove.
Il numero
complesso che varia nello spazio e nel tempo
e' l' ampiezza della probabilita' di trovare
la particella al tempo t nel punto x.Cioe' il suo
quadrato (che e' un numero reale) da' la probabilita'.
Se vogliamo che la nostra "onda di ampiezza di
probabilita'" rappresenti una particella, allora
si deve trattare di un pacchetto d'onde di lunghezza
ben definita(altrimenti potremmo trovare la nostra
particella dappertutto nello spazio).
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.uni-karlsruhe.de/~uage/Introduction.htm .
Il suo autore e' John L. Richardson,Michael Klein.
Titolo in inglese: Schroedinger's equation .
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22 Visualizza una funzione analitica [O] [S]
[I]
applet di analisi matematica
scritto da Keith Orpen e Djun M. Kim
| Visualizza una funzione analitica | applet | : analisi matematica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Le cosiddette funzioni analitiche sono funzioni di variabili complesse. Se questo non vi dice niente, allora questo applet vi fara' scoprire una matematica nuova che vi permette di deformare una figura in maniera impensata.
Cose da fare: Cliccate sull'applet e vedrete comparire una griglia rossa e una blu. Col mouse potete spostare la griglia rossa e vedere cosa succede a quella blu. Provate a cambiare funzione scegliendo tra le 3 disponibili nella striscia sotto..
Cosa succede: I numeri complessi z hanno di complesso solo il nome bizzarro , in quanto corrispondendo a coppie di numeri "normali" o reali possono essere rappresentati da punti nel piano cartesiano. Percio' una funzione analitica trasforma le coordinate del piano producendo la griglia deformata. Quasi ogni funzione di variabile complessa produce trasformazioni non banali. Queste trasformazioni sono alla base degli stessi frattali. Ad esempio l'insieme di Mandelbrot e' prodotto dalla funzione z = z2 + c
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://SunSITE.UBC.CA/LivingMathematics/V001N01/UBCExamples/ComplexViewer/complex.html e fa parte della raccolta The Living Mathematics Project
.
Il suo autore e' Keith Orpen e Djun M. Kim.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Complex Function Viewer .
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21 Esperimento Classico delle Due Fenditure [O] [S]
[I]
applet di ottica
| Esperimento Classico delle Due Fenditure | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Vediamo cosa succede quando inviamo un raggio laser attraverso due fenditure e quindi su uno schermo.
Cose da fare: Cliccate sul bottone ON per mettere in funzione il laser. Usate il cursore sopra "slit separation" per variare la distanza tra le due fenditure.
Cosa succede: La luce del laser passando attraverso le due fenditure genera due onde che interferendo tra di loro producono sullo schermo la caratteristica figura di interferenza. Nella realta' le due fenditure sono molto piu' strette della lunghezza d'onda della luce in modo da non avere fenomeni di diffrazione.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.mi.infn.it/~phys2000/schroedinger/two-slit2.html e fa parte della raccolta Physics 2000, un viaggio interattivo nella fisica moderna
.
Versione originale del materiale: Classic Two-Slit Experiment
dalla raccolta Physics 2000
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20 Polarizzazione della luce [O] [S]
[I]
applet di ottica
scritto da Michael W. Davidson, Kirill I. Tchourioukanov,Mortimer Abramowitz
| Polarizzazione della luce | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: La luce normale e' un'onda che vibra in tutte le direzioni.In questo applet vedrete come l'effetto di un polarizzatore sia quello di selezionare solo le onde che vibrano nello stesso piano. I polarizzatori sono quelli usati negli occhialini che permettono di vedere film 3D a colori oppure in certi tipi di occhiali che migliorano la visione eliminando i riflessi della luce solare.
Cose da fare: Provate a ruotare il primo polarizzatore usando il primo cursore. Ora provate a ruotare il secondo polarizzatore col cursore a destra.Riuscite a bloccare la luce?Tenendo premuto il tasto del mouse e trascinando lo stesso,potete guardare la scena da una migliore prospettiva.
Cosa succede: La luce e' un'onda elettromagnetica che viaggia nel vuoto. Le onde luminose sono prodotte da cariche elettriche oscillanti.L'oscillazione avviene perpendicolarmente alla direzione del moto, per questo si parla di onde trasversali. In un'onda di luce normale la vibrazione avviene trasversalmente in una moltitudine di direzioni. L'applet cerca di dare un'idea della luce bianca normale rappresentandola come delle onde rosso,verdi e blu che ruotano.Il polarizzatore elimina questa rotazione facendo vibrare la luce in un'unico piano.Come mostra l'uso del secondo polarizzatore, quello che succede e' che , se la luce in entrata non vibra nel piano del polarizzatore, allora solo una percentuale di essa riesce a passare. Questa percentuale dipende dall'angolo tra la direzione di vibrazione della luce e la direzione del polarizzatore. In pratica, quando il secondo polarizzatore e' perpendicolare al primo,la luce viene completamente bloccata.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://micro.magnet.fsu.edu/primer/java/scienceopticsu/polarizedlight/filters/index.html e fa parte della raccolta Light and Color : Interactive Java Tutorials
.
Il suo autore e' Michael W. Davidson, Kirill I. Tchourioukanov,Mortimer Abramowitz.
Titolo in inglese: Polarization of light .
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19 Urto nel piano [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Michael Fowler
| Urto nel piano | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Immaginate di lanciare una palla contro un'altra palla ferma su un tavolo.
Cose da fare: Cliccate su Spara per lanciare la
palla. Oppure fatela andare al rallentatore
usando il cursore al centro.Ora provate a rendere
piu' pesante la palla verde o la palla rossa
muovendo il cursore nero in basso a sinistra.
Provate infine a variare l'angolazione con
cui colpite la palla ferma,usando il mouse sulla
figura a sinistra dell'animazione.
Durante l'animazione, osservate con attenzione
la posizione del baricentro indicato dal cerchio
vuoto.Mentre la finestra sotto fa vedere il moto
come lo vediamo di solito guardando dal
bordo del tavolo, nella finestra sopra potete
vedere il moto come lo vedreste muovendovi
col baricentro.
Cosa succede: La legge fisica che regola gli urti non e' facile
da padroneggiare come ben sanno i giocatori
di biliardo.Ma guardando il fenomeno nel
cosiddetto centro di massa come
fa questo applet nella vista sotto, ci permette di
capire meglio cio' che succede. La velocita'
del centro di massa e' uguale prima e dopo
l'urto.
Per capire meglio il significato di questo
fatto e le sue implicazioni, invece di considerare
due palle da biliardo, consideriamo due persone
con i pattini su ghiaccio. Una e' ferma(il bersaglio)
l'altra viene spinta (oppure si da una spinta dando
un colpo su un muro) verso il bersaglio a velocita'
costante v. Quando le due persone si scontrano
possono rimbalzare subito allontanandosi,
oppure abbracciarsi e poi staccarsi in seguito
spingendosi l'un l'altro. Se si abbracciano,
allora formano un'unica massa m1+m2
la quale viaggera' d'ora in poi alla stessa velocita'
del centro di massa. Se invece si staccano, in
qualsiasi momento lo facciano, le velocita'
devono essere sempre tali che il centro di massa
viaggi come prima del'urto. Questo fatto ha effetti
spettacolari nei fuochi di artificio in cui i vari
frammennti continuano a muoversi in modo che
il centro di massa prosegua la traiettoria del blocco
di polvere da cui si sono staccati. Questo produce
la caratteristica disposizione simmetrica.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.phys.virginia.edu/classes/109N/more_stuff/Applets/Collision/itapplet.html e fa parte della raccolta Fowler's Physics Applets
.
Il suo autore e' Michael Fowler.
Classi disponibili qui.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Two-dimensional collisions .
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18 Protone animato [O] [S]
[I]
gif animata di fisica delle particelle
scritto da Louis J. Clavelli
| Protone animato | gif animata | : fisica delle particelle | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Si pensa che il protone sia in realta' formato da tre particelle chiamate quark.Queste 3 particelle sono tenute insieme da una delle 4 forze fondamentali: la forza forte. Nel disegno animato vedrete come si pensa che questa forza tenga insieme le tre particelle.
Cose da fare: Guarda l'animazione e nota come lo scambio di altre particelle (dette gluoni) tiene uniti i 3 quark del protone . Di che colore sono i gluoni? E i quark?
Cosa succede: Si pensa che tutta la materia sia composta da 3
famiglie di quark e 3 famiglie di leptoni. In particolare
la prima famiglia coi quark u,d e i leptoni elettrone
e neutrino permettono di spiegare tutta la materia
ordinaria sulla Terra. Il protone e' formato,per
esempio, da tre quark uud.
I tre quark si comportano come se possedessero
una quantita' chiamata colore. I gluoni possono
cambiare il colore di un quark che li emette o li
assorbe. Ma tranne nel brevissimo tempo in cui
i gluoni vengono scambiati,il colore totale del
protone deve essere "zero" ovvero bianco.
Cioe' il protone e' una combinazione
neutra di 3 quark colorati. Tutte le 4 forze
fondamentali possono essere pensate
come dovute allo scambio di particelle
che trasmettono la forza tra particelle dotate
della carica relativa a quella forza.
Ad esempio, nella forza elettromagnetica,
abbiamo la normale carica elettrica al posto
della carica di colore e il fotone
invece dei gluoni. Se avete difficolta' a pensare
alle forze in questo modo, immaginate due
persone che interagiscono lanciandosi una
palla che passa dall'una all'altra in continuazione.
I quark non sono stati mai "visti" direttamente,
ma una teoria chiamata cromodinamica
quantistica riesce a descrivere il protone
con l'aiuto dei quark ed anche a spiegare
perche' non si riesce a vederli da soli.
Se volete avere un'idea di come mai siamo
cosi' sicuri che i quark esistano, guardate questo
documento:
Vedere
i quark.
Commenti: Se la figura animata si sovrappone al testo, provate a ridurre la dimensioni delle fonti usate (con Netscape uso la dimensione 10).
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://bama.ua.edu/~lclavell/pages/proton.html .
Il suo autore e' Louis J. Clavelli.
Titolo in inglese: Proton, The Charged Nucleon .
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17 Assorbimento ed emissione di radiazione da parte dell'atomo [O] [S]
[I]
applet di fisica atomica
scritto da Sergey Kiselev e Tanya Yanovsky-Kiselev
| Assorbimento ed emissione di radiazione da parte dell'atomo | applet | : fisica atomica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Un elettrone che gira intorno al nucleo puo' "catturare" della radiazione elettromagnetica (luce) e poi riemetterla
Cose da fare: Si tratta di una semplice animazione.Notate come la radiazione quando viene assorbita provoca il "salto" dell'elettrone a un'orbita piu' esterna. Viceversa l'emissione della radiazione comporta il ritorno all'orbita precedente.
Cosa succede: La radiazione viene assorbita o emessa in
quantita' sempre uguali detti fotoni.La figura
potrebbe rappresentare un atomo di idrogeno
col nucleo di carica positiva formato da un solo
protone che emette o assorbe luce .
L'emissione della luce in quantita' ben definite
spiega il formarsi degli spettri atomici.
Si dice che l'atomo passa da uno stato fondamentale
a uno stato eccitato e viceversa assorbendo ed
emettendo luce.
Ma nella realta' le cose sono molto piu' complicate
e questa animazione serve solo a dare un'idea
di cosa succede.Nella realta' gli elettroni non
descrivono un'orbita ma un orbitale
e inoltre ci sono non uno ma piu' stati eccitati.
Questo applet vi fa vedere
una rappresentazione piu' realistica del moto
degli elettroni intorno all'atomo.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.lightlink.com/sergey/java/java/atomphoton/index.html e fa parte della raccolta Interactive Physics and Math with Java
.
Il suo autore e' Sergey Kiselev e Tanya Yanovsky-Kiselev.
Titolo in inglese: Absorption and Emission of Radiation by an Atom .
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16 Spettro degli elementi [O] [S]
[I]
applet di fisica atomica
scritto da David Caley et al.
| Spettro degli elementi | applet | : fisica atomica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Scoprite come si fa a capire,bruciando una sostanza,di cosa e' composta. O come si fa a studiare la composizione delle stelle dalla loro luce.
Cose da fare: Provate a selezionare uno qualsiasi
degli elementi nella tavola di Mendeleev.
Selezionate "Emission" : cosa cambia?
Misurate la lunghezza d'onda della luce
corrispondente a una riga trascinando
il mouse sopra.
Riuscite a capire perche' la luce del neon
e' molto diversa dalla luce del sole? O perche'
alcune lampade danno una luce gialla?
Cosa succede: Ogni elemento ha una sua firma caratteristica che permette di scoprirne la presenza sia in una sostanza che viene bruciata(spettro di emissione) che in un gas attraverso il quale passa una luce bianca(spettro di assorbimento). Per rilevare questa firma basta passare la luce prodotta dall'elemento attraverso un prisma. Si vedranno apparire delle striscie di colore ovvero le righe spettrali dell'elemento. Facendo questa analisi la luce artificiale del neon che pure ai nostri occhi sembra bianca come quella del sole, si rivela invece come una serie di striscie di vari colori (mentre quella del sole contiene tutti i colori). Le striscie sono abbastanza variate da produrre una luce bianca. Nelle lampade al sodio, abbiamo invece una prevalenza della luce di colore giallo.
Ma come mai ogni elemento ha uno spettro caratteristico? Ebbene la fisica atomica e' cominciata proprio quando Bohr ha cercato di spiegare questi risultati.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://jersey.uoregon.edu/vlab/elements/Elements.html e fa parte della raccolta University of Oregon Virtual Lab
.
Il suo autore e' David Caley et al..
Titolo in inglese: Elemental spectra .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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15 Interferenza di due onde d'acqua [O] [S]
[I]
applet di onde
| Interferenza di due onde d'acqua | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Uno dei fenomeni che meglio ci aiuta a capire i fenomeni ondulatori, sono le onde sulla superficie dell'acqua.Questa semplice animazione di un esperimento che tutti possiamo fare con l'acqua, permette di chiarire il fenomeno dell'interferenza.
Cose da fare: Trovate l'animazione verso la fine del documento.
Questa si fa partire cliccando su Filmato grande.
Guarda l'animazione e nota come l'interferenza
produce dei cerchi che si propagano con
zone piu' chiare e piu' scure.
Riuscite a notare come i cerchi siano
spezzati da linee grigie con una forma caratteristica.
A cosa corrispondono le zone bianche, quelle
nere e quelle grigie?
Cosa succede: In un'onda circolare sulla superficie dello stagno abbiamo creste chiare (zone di massima altezza dell'acqua) circolari che si propagano inframmezzate da gole scure(zone di minima altezza). La configurazione prodotta da due onde e' piuttosto complessa . Quello che si nota principalmente e' l'apparire di zone grigie a forma di iperbole.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.mi.infn.it/~phys2000/schroedinger/two-slit1.html e fa parte della raccolta Physics 2000, un viaggio interattivo nella fisica moderna
.
Versione originale del materiale: Interference movie
dalla raccolta Physics 2000
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

14 Interferenza di due onde sferiche [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da Fu-Kwun Hwang
| Interferenza di due onde sferiche | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Tutti conosciamo le onde circolari prodotte lanciando un sasso in uno specchio d'acqua. Quando 2 di queste onde circolari si incontrano si forma un disegno come questo. Come si interpreta?
Cose da fare: Vengono mostrati solo i massimi delle onde. Fate partire l'animazione cliccando col mouse in un punto qualsiasi. Poi fermatela e misurate la differenza di cammino dei punti lungo la linea che interseca i punti in cui le circonferenze si incontrano. Quanto vale? Cosa succede in questi punti?
Cosa succede: La caratteristica piu' interessante della figura formata dall'interferenza di 2 onde circolari sono le iperboli di interferenza. Questo applet non mostra le iperboli di interferenza. ma ci permette di individuarle considerando i punti in cui le due distanze variano di un numero "semiintero" di lunghezze d'onda cioe' 1/2 , 1+1/2, 2+1/2, etc Una buona descrizione di come si formano le iperbole di interferenza la trovate qui (in inglese). Qui invece trovate una serie di quiz sempre sull'argomento dell'interferenza.
Commenti: Se il sito dell'Universita' di Messina non risponde, provate col sito originale
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/mirror/ntnujava/waveInterference/waveInterference.html e fa parte della raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
.
Il suo autore e' Fu-Kwun Hwang.
Versione originale del materiale: Interference between two waves (point source)
dalla raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

13 Interferenza di due onde sferiche [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da Walter Fendt
| Interferenza di due onde sferiche | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Tutti conosciamo le onde circolari prodotte lanciando un sasso in uno specchio d'acqua. Quando 2 di queste onde circolari si incontrano si forma un disegno come questo. Come si interpreta?
Cose da fare: Le linee rosse indicano i punti in cui le due
onde si sommano in maniera costruttiva
producendo onde di massima
ampiezza. Spostate col mouse il punto viola
su queste linee e notate come la differenza
dei cammini(le due linee viola) sia un numero
intero di lunghezze d'onda. A quale parte della
figura delle onde d'acqua corrispondono queste
linee rosse?
Le linee blu indicano i punti in cui le due onde
arrivano con la massima sfasatura per cui il
risultato e' un'onda di ampiezza 0 (una zona senza
onde):notate che qui la stessa differenza e'
un numero "semiintero" di lunghezze d'onda.
Anche per queste linee blu cercate di capire
a quale parte della figura delle onde d'acqua corrispondono.
Rallentate il moto cliccando su "slow motion" e
ora notate dove si incrociano le circonferenze
nere(i massimi) e le circonferenze grigie(i minimi)
delle due onde.
Prova ad aumentare sia la distanza che la
lunghezza d'onda per vedere meglio questo
fenomeno.
Cosa succede: Sebbene le due onde non fanno altro che sommarsi
punto per punto , e' difficile capire cosa questo
comporta nella realta'. Ad esempio risulta strano
che questa somma comporti delle zone di quiete
e che queste zone formino addirittura una serie
di iperboli.Tra una iperbole e l'altra abbiamo onde
di ampiezza variabile da -2*A a +2*A dove A
e' l'ampiezza delle due onde che interferiscono.
Una buona descrizione di come si formano le
iperbole di interferenza la trovate
qui
(in inglese). Se pensate di aver imparato come
funziona la cosa provate questa
serie di quiz
.
Commenti: Purtroppo ,per qualche motivo che non riesco a capire, questo applet tende a rallentare e a bloccare il computer. In questi casi non c'e' altro da fare che ammazzare il browser e farlo ripartire.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://home.a-city.de/walter.fendt/physengl/interference.htm e fa parte della raccolta Java-Applets:Mathematic,Physik,Astronomie
.
Il suo autore e' Walter Fendt.
Titolo in inglese: Interference of two Circular or Spherical Waves .
Risorsa trovata con questa ricerca.
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

12 Pendolo semplice [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Fu-Kwun Hwang
| Pendolo semplice | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Il pendolo e' uno dei sistemi fisici piu' facili da osservare e da descrivere. Nel pendolo semplice abbiamo una massa m fissata a un filo di lunghezza l che si muove lungo l'arco di una circonferenza.
Cose da fare: Tenendo il tasto sinistro del mouse premuto
potete trascinare il pendolo a destra o a sinistra
e farlo partire dalla posizione desiderata.
Provate a cambiare la lunghezza cliccando sul
punto rosso a cui e' attaccato il pendolo.
Per la massa,cliccate e trainate la punta dell'asta
nera sulla destra.
Potete cambiare anche la forza di gravita' trascinando
la punta del vettore rosso g.
U e K rappresentano
l'energia potenziale e l'energia cinetica.La loro variazione
e' rappresentata graficamente dalle curve rosso e blu sotto.
Riuscite a capire la loro relazione?
Selezionate Show e vedrete comparire sulla massa
4 frecce. La freccia blu e' la forza di gravita', le frecce
verdi le due componenti della stessa e la freccia
rossa la velocita'. Cercate di collegare l'andamento
della velocita' con la componente tangenziale
della gravita'.
Cosa succede: Il moto del pendolo puo' essere descritto da una
semplicissima relazione: tutto avviene in modo
che U+K =k , rimanga cioe' costante.L'energia potenziale
U e' legata all'attrazione della terra ed e' tanto piu'
grande quanto maggiore e' l'altezza della massa
oscillante
U = m g h
. Viceversa l'energia potenziale K dipende
dal quadrato della velocita'
K = m v*v /2
. Per questo la velocita' del pendolo e' massima
quando la sua altezza e' minima ed e' zero quando
l'altezza e' massima. Quindi nei due punti in cui
il pendolo raggiunge l'altezza massima l'energia
e' solo potenziale ed uguale a mghmax.
Questo e' il valore della costante k.
Possiamo descrivere il moto del pendolo
con la legge di Newton considerando il moto
come dovuto alla componente della gravita'
che agisce tangenzialmente al cerchio.
Potete trovare una trattazione completa del moto
del pendolo (in inglese) nel
pendulum lab.
Commenti: Se il sito dell'Universita' di Messina non risponde, provate col sito originale.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/mirror/ntnujava/Pendulum/Pendulum.html e fa parte della raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
.
Il suo autore e' Fu-Kwun Hwang.
Versione originale del materiale: Pendulum
dalla raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
Risorsa trovata con questa ricerca.
Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

11 Effetto Compton [O] [S]
[I]
applet di fisica atomica
scritto da Jan Humble
| Effetto Compton | applet | : fisica atomica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: In che modo la radiazione elettromagnetica (luce)
interagisce con la materia? Uno dei modi
piu' sorprendenti e' proprio l'effetto Compton.
Nell'effetto Compton un fotone (quanto di luce)
urtando contro un elettrone lo fa rimbalzare.
In pratica quando una radiazione elettromagnetica
abbastanza energetica (ad esempio un fascio di
raggi X) attraversa
la materia, una parte di essa viene deviata in
tutte le direzioni.La frequenza della radiazione
deviata e' molto piu' piccola di quella del fascio
entrante.Questo si spiega col fatto che i
singoli fotoni urtando gli elettroni della
materia li colpiscono perdendo essi stessi energia.
La cosa sorprendente deriva dal fatto che la
luce e' un'onda e quando l'effetto fu scoperto,
non si riusciva a capire come un'onda potesse
far rimbalzare una particella allo stesso modo di una
palla di biliardo che ne colpisce un'altra.
Cose da fare: Guarda l'animazione. Nota come l'urto dello stesso fotone ogni volta produce effetti differenti.
Cosa succede: L'effetto Compton dimostra che la radiazione puo' comportarsi esattamente come una particella.Questa particella di luce viene chiamata fotone. Nell'applet la maggiore o minore energia del fotone viene rappresentata in maniera schematica da un frammento di onda sinusoidale. Piu' questa e' compatta, maggiore e' l'energia del fotone.Infatti l'energia del fotone e' inversamente proporzionale alla sua lunghezza d'onda e direttamente proporzionale alla frequenza: E=hn. Nell'effetto Compton abbiamo a che fare con lunghezze d'onda tipiche dei raggi x e gamma. I raggi X penetrando nella materia, perdono energia attraverso 3 processi principali:
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.student.nada.kth.se/~f93-jhu/phys_sim/compton/Compton.htm .
Il suo autore e' Jan Humble.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Titolo in inglese: Compton effect .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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10 Spettro degli elementi [O] [S]
[I]
applet di ottica
| Spettro degli elementi | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: La luce proveniente dal sole e' bianca:con questo si indica il fatto che essa contiene tutti i colori. Ma quando riscaldiamo qualcosa, il colore della luce dipende dalla sostanza.
Cose da fare: Seleziona un elemento dal menu' e il suo spettro verra' mostrato nella figura. (L'applet e' verso la fine della pagina)
Cosa succede: Tutta la materia e' formata da atomi. Ogni atomo quando viene riscaldato ha la capacita' di emettere delle frequenze ben precise di luce (come una stazione radio che trasmette solo su alcune frequenze). Questo e' lo spettro caratteristico dell'atomo che permette di riconoscerne la presenza in una sostanza.
Commenti: Pagina originale in inglese.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.mi.infn.it/~phys2000/quantumzone/index.html e fa parte della raccolta Physics 2000, un viaggio interattivo nella fisica moderna
.
Versione originale del materiale: Spectral lines
dalla raccolta Physics 2000
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9 La legge di Bragg ovvero come le onde rivelano la struttura atomica dei cristalli [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da Konstantin Lukin
| La legge di Bragg ovvero come le onde rivelano la struttura atomica dei cristalli | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: I cristalli costituiscono,con la loro disposizione regolare di atomi, dei perfetti reticoli di diffrazione. Ma data la spaziatura molto piccola l'effetto si ha non per la luce normale, ma per i raggi X. I raggi X costituiscono percio' un mezzo ideale per esplorare la struttura dei cristalli. In questo applet vediamo due raggi incidenti su due strati successivi del cristallo.
Cose da fare: Clicca su "dettagli" per rendere visibile un dispositivo con una lancetta e un indicatore che e' verde se le condizioni della legge di Bragg si verificano. Modificate coi cursori le 3 quantita' e l'indicatore diventa rosso. cercate di farlo ridiventare verde. Potete usare anche le doppie freccette nella figura per variare le condizioni dell'esperimento.
Cosa succede: Trovate qui una spiegazione dettagliata della legge di Bragg.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/ita/bragg/bragg_ita.htm e fa parte della raccolta IFMSA WebLab - laboratorio virtuale di Fisica
.
Il suo autore e' Konstantin Lukin.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Versione originale del materiale: Bragg's Law and Diffraction:How waves reveal the atomic structure of crystals
dalla raccolta Project Java
Risorsa trovata con questa ricerca.
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8 Moto di una particella carica in un campo elettromagnetico [O] [S]
[I]
applet di fisica delle particelle
scritto da Fu-Kwun Hwang
| Moto di una particella carica in un campo elettromagnetico | applet | : fisica delle particelle | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Una particella carica in un campo elettromagnetico descrive delle caratteristiche spirali che questo applet vi permette di vedere.
Cose da fare: Premete Start per vedere il moto della particella
coi parametri predefiniti. Ora provate a cambiare
il campo elettrico cambiando le sue 3 componenti
nelle finestre Ex,Ey,Ez.Date AVVIO a ogni cambiamento.
Dovreste vedere la freccia rossa E cambiare
direzione. Cliccate Start per vedere il moto col
nuovo campo.
Per vedere la particella spiraleggiare verso
l'alto azzerate Ex, Ey, Ez. Ora cliccate
e trascinate il mouse nella zona gialla osservando
la scritta Vi=( ) in alto a sinistra che riporta
il valore della velocita':cercate di ottenere i
valori (50.,5.,0.). Lasciate il campo manetico B
a 50. Dando Start dovreste osservare la particella
spiraleggiare verso l'alto.
Cosa succede: Su una particella agisce la forza di Lorentz data da
F = m a = q ( E + V x B )
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/mirror/ntnujava/emField/emField.html e fa parte della raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
.
Il suo autore e' Fu-Kwun Hwang.
Versione originale del materiale: Charged particle motion in E/M Field
dalla raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
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7 Accelerate una particella! [O] [S]
[I]
applet di fisica delle particelle
| Accelerate una particella! | applet | : fisica delle particelle | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Un accelleratore di particelle come quello del Cern, pur essendo una macchina enorme(27 Km di lunghezza!) usa un metodo molto semplice per accellerare le particelle. Basta infatti una differenza di potenziale come quella fornita da una pila per accellerare una particella carica.
Cose da fare: Cliccate sulla scritta in italiano.
Ora cliccate
su "Inizio" per mettere in moto la particella.
Cercate di accelerare la particella rappresentata
dal cerchio rosso cliccando (piu' volte
al momento giusto) su "Capovolgi batteria" e
quindi cambiando il segno
delle correnti nelle spire acceleratrici. La
particella esce da destra e ritorna a sinistra e
quindi potete continuare ad accelerarla giro
dopo giro.
Cosa succede: Il piu' semplice accelleratore di particelle e' il normale televisore dove un piccolo fascio di elettroni viene accellerato per colpire lo schermo e disegnare l'immagine televisiva.Questo e' ottenuto con una piccola differenza di potenziale. L'acceleratore LEP del Cern ,dovendo arrivare ad energie grandissime ha bisogno di dispositivi piu' complessi chiamati cavita' a radiofrequenza dove gli elettroni passano e ripassano in continuazione e ad ogni passaggio ricevono una "botta" che li accelera sempre piu'. Nell'applet viene schematizzata una singola cavita' (nella realta' sono centinaia ) e il metodo che viene usato per sincronizzare le "botte" in modo da accelerare gli elettroni.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.cern.ch/CERN/Microcosm/RF_cavity/ex.html .
Titolo in inglese: Accelerate a particle .
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6 Sovrapposizione di onde sinusoidali [O] [S]
[I]
applet di onde
scritto da Konstantin Lukin
| Sovrapposizione di onde sinusoidali | applet | : onde | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Le onde sonore possono essere interpretate come combinazioni di onde sinusoidali cioe' semplici suoni puri.Questo applet vi fa vedere come sia possibile produrre onde complesse combinando onde semplici.
Cose da fare: Clicca su start per far partire l'animazione. Usa
i vari cursori per modificare le
caratteristiche delle 2 onde che si sovrappongono
e guarda come cambia la somma.
Potete anche usare il mouse e spostare la piccola
croce per variare ampiezza e lunghezza d'onda nello
stesso momento oppure il piccolo
segmento per la fase.
Siete in grado di definire le due onde in modo
che la somma sia zero?
Come vanno definite
le 2 onde in modo che si verifichi il fenomeno dei
battimenti?
Cosa succede: Come si puo' vedere dall'applet l'onda risultante si ottiene sommando l'ampiezza delle due onde, ma questa somma puo' avere effetti molto diversi a seconda di come le onde sono sfasate tra di loro.In particolare se le due onde hanno stessa ampiezza e lunghezza d'onda potete sfasarle in modo che la somma sia zero.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/ita/waveforms/waveforms_ita.htm e fa parte della raccolta IFMSA WebLab - laboratorio virtuale di Fisica
.
Il suo autore e' Konstantin Lukin.
Classi disponibili qui.
Sorgente disponibile a questo indirizzo.
Versione originale del materiale: Interference of Sinusoidal Waveforms
dalla raccolta Project Java
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5 Interferenza della luce [O] [S]
[I]
applet di ottica
scritto da Sergey G. Vtorov
| Interferenza della luce | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Se guardiamo l'immagine di 2 fenditure su uno schermo, ci aspettiamo di vedere due striscie di luce. Invece,se le fenditure sono piccole, e abbastanza vicine si produce un disegno caratteristico di molte strisce molto piu' grandi delle fenditure, dovuto alla cosiddetta interferenza della luce proveniente dalle due fenditure.
Cose da fare: Sposta il primo cursore per selezionare una luce di diverso colore. Sposta il secondo cursore per spostare le 2 fessure tra di loro. Sposta il terzo cursore per variare la distanza tra primo e secondo schermo.
Cosa succede: Si tratta dell'esperimento di Young della
doppia fessura.Per produrre 2 onde coerenti
la luce di una singola sorgente all'infinito
(ad esempio la luce del Sole)
viene fatta passare attraverso un singolo
foro e poi divisa in due facendola passare
attraverso le due fenditure.In tal modo siamo
sicuri che le due sorgenti hanno la stessa
frequenza e polarizzazione. Se non usassimo
questo "trucco" per rendere le due sorgenti
in fase, non riusciremmo a vedere la figura
di interferenza perche' questa varierebbe di
continuo nel tempo seguendo gli sfasamenti
casuali delle 2 sorgenti.
Inoltre la dimensione
della singola fenditura deve essere piu' piccola
della lunghezza d'onda della luce per eliminare
fenomeni di diffrazione.
L'interferenza della luce avviene allo stesso
modo dell'interferenza delle onde d'acqua anche
se qui non riusciamo a vedere le onde che
interferiscono al di fuori dello schermo.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://members.tripod.com/~vsg/interfer.htm .
Il suo autore e' Sergey G. Vtorov.
Classi disponibili qui.
Titolo in inglese: Interference .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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4 Pendolo caotico [O] [S]
[I]
applet di meccanica
scritto da Ian Frost
| Pendolo caotico | applet | : meccanica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Una dimostrazione del "caos deterministico" in meccanica.Il modo di comportarsi di questo pendolo assomiglia molto a quello di alcuni gadget venduti proprio per la loro capacita' di muoversi in maniera imprevedibile.
Cose da fare: Dai Start per cominciare l'animazione. Per
cambiare il comportamento dai Stop e prova
a cambiare (di poco) i numeri mostrati.
Scegliendo "Phase portrait" o "Poincare' section"
e' possibile avere una rappresentazione "globale"
del moto. Riuscite a collegare questa
rappresentazione con la presenza o meno del
moto caotico (cioe' imprevedibile)?
Che tipo di moto e' quello coi parametri
predefiniti? E quello con questi parametri:
Forcing amplitude=1.07, Forcing frequency=2,
Damping factor =
0.6667
Cosa succede: Questa e' una classica presentazione del caos
deterministico presa dal libro Baker e
Gollub - Chaotic dynamics: an introduction.
Su questo libro si trova una dettagliata spiegazione.
Le rappresentazioni globali si differiscono
tra di loro perche' nel "Phase Portrait" vediamo il
sistema rappresentato al tempo t da un punto,
descrivere una traiettoria nello spazio delle fasi.
Se la traiettoria si ripete uguale abbiamo il moto
periodico, altrimenti il moto caotico.
Nell'altro tipo di rappresentazione lo stato
del sistema viene ripreso periodicamente, come
se facessimo una foto illuminandolo con una luce
pulsante. In questo caso il comportamento periodico
viene rappresentato da un singolo punto, quello
caotico da un insieme di punti.
Se volete approfondire l'argomento
trovate online
Il Pendulum Lab con una serie di lezioni
e un laboratorio virtuale che spiegano in
maniera dettagliata tutti i fenomeni legati
all'oscillazione del pendolo (non solo il caos
deterministico).
Commenti: Inaccessibile il 24 Aprile 2001
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://www.gre.ac.uk/~fi437/java/pendulum/pendulum.html .
Il suo autore e' Ian Frost.
Titolo in inglese: Chaotic pendulum simulation .
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3 Polarizzazione della luce [O] [S]
[I]
applet di ottica
scritto da W.Bauer
| Polarizzazione della luce | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: I polarizzatori sono dei fogli di materiale che fanno passare solo una parte della luce filtrandola. La cosa interessante e' che la quantita' di luce che passa dipende da come e' ruotato il foglio. Questo applet vi permette di sperimentare con 1,2,3 polarizzatori ruotandoli a piacimento.
Cose da fare: Prova a inserire un altro polarizzatore selezionando 2 e a ruotarlo. Notate la percentuale di luce che passa. Prova a inserirne un terzo.
Cosa succede: Mentre la luce normale e' formata da onde elettromagnetiche che vibrano in tutte le direzioni, la luce che emerge dal polarizzatore vibra in un'unica direzione.
Commenti:
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://lecture.lite.msu.edu/~mmp/kap24/polarizers/Polarizer.htm e fa parte della raccolta Collezione di applet alla Michigan state University
.
Il suo autore e' W.Bauer.
Titolo in inglese: Polarizers .
Risorsa trovata con questa ricerca.
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2 Diffrazione della luce [O] [S]
[I]
applet di ottica
scritto da Michael W. Davidson, Kirill I. Tchourioukanov,Mortimer Abramowitz
| Diffrazione della luce | applet | : ottica | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: Quando la luce passa attraverso fenditure di dimensioni simili alla lunghezza d'onda, si ha il fenomeno della diffrazione.Invece di avere un'immagine netta della fenditura abbiamo un'immagine sfumata.Cioe' si formano delle frange di diffrazione.Questo applet mostra come avviene la cosa.
Cose da fare: Provate a cambiare, spostando col mouse il
cursore a sinistra, la lunghezza d'onda della luce.
Oltre al colore cosa cambia?
Ora provate
a cambiare le dimensioni della fenditura.
Notate che la misura e' data in nanometri come
per la lunghezza d'onda della luce.
Il disegno e' in scala?Il fenomeno della diffrazione
e' maggiore per fenditure piccole o grandi?
Cosa succede: Questo applet ci fa vedere la luce che si propaga
come un'onda d'acqua producendo le frange
sullo schermo. Nella realta' la luce e' invisibile
e noi vediamo solo le frange. E' appunto l'apparizione
delle frange di diffrazione che ci fa pensare che
la luce sia un'onda anche se la distanza tra due
creste (lunghezza d'onda) e' piccolissima
rispetto alle onde d'acqua .
Esiste una semplice formula che ci permette di
calcolare dove appariranno le frange sullo schermo
a seconda del valore della lunghezza d'onda
della luce e della larghezza della fenditura.
Commenti: Notate che il cursore che permette di variare la dimensione della fenditura, riporta erroneamente i valori in nanometri (nm) mentre questi sono in micrometri.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://micro.magnet.fsu.edu/primer/java/diffraction/index.html e fa parte della raccolta Light and Color : Interactive Java Tutorials
.
Il suo autore e' Michael W. Davidson, Kirill I. Tchourioukanov,Mortimer Abramowitz.
Titolo in inglese: Diffraction of light .
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1 Propagazione di un'onda elettromagnetica [O] [S]
[I]
applet di elettromagnetismo
scritto da Fu-Kwun Hwang
| Propagazione di un'onda elettromagnetica | applet | : elettromagnetismo | | | ![]() | [<] [>] [O] [.] |
Introduzione: La visualizzazione di un'onda elettromagnetica
e' difficile perche' non solo le onde non si vedono
ma invece di avere a che fare
con un'unica quantita' che varia (come l'altezza
in un'onda d'acqua) abbiamo la variazione di ben
6 quantita': cioe' le 3 componenti spaziali dei
due vettori chiamati campo elettrico
e campo magnetico.
Come variano il campo elettrico e il campo
magnetico in un punto in cui si
propaga un'onda elettromagnetica?
E' quello che cerca di far vedere questo applet.
Cose da fare: Cliccate su Reset per fermare l'animazione
e ripulire lo schermo. Potete vedere
i vettori che rappresentano le direzioni del campo elettrico E
e del campo magnetico B perpendicolare al primo.
Il vettore V perpendicolare agli altri 2 rappresenta
la direzione in cui si muove l'onda.
Cliccando su Start l'onda comincia a propagarsi.
Prima di dare lo Start potete cambiare il campo
magnetico B trascinandolo per la punta col
mouse. Notate come varia la direzione dell'onda
rappresentata da V.
Cosa succede: Una carica elettrica ferma genera un campo elettrico
nello spazio intorno a se. Cioe' in ogni punto abbiamo
un vettore del campo . Se ora la carica si muove
accade qualcosa di simile a quando muoviamo
qualcosa sulla superficie di uno specchio d'acqua.
Dal solo campo elettrico stazionario prima del
movimento si passa a un campo elettrico che varia
in continuazione che genera un campo magnetico
che varia a sua volta in continuazione. Questo
perturbazione si propaga con la velocita' della
luce in tutto lo spazio intorno alla carica.
In questo applet vedete la carica elettrica che si muove su e giu nel
centro e la parte dell'onda che si
propaga lungo una retta a destra e a sinistra.
Notate che l'applet fa vedere solo quello che succede
sui punti della retta, mentre nella realta' tutti i
punti dello spazio sono interessati. Inoltre
l'applet potrebbe dare l'impressione che il campo vibrando
interessi i punti vicini nello spazio,
mentre nella realta' la vibrazione interessa solo
il punto dal quale parte il vettore che rappresenta
il campo.
Commenti: Se il sito dell'Universita' di Messina non risponde, provate col sito originale.
Argomenti trattati ed altri materiali disponibili online
I numeri puntano a schede nel museo, le scritte An a materiali in rete sullo stesso argomento non inclusi nel museo
Il materiale ha come indirizzo http://ww2.unime.it/dipart/i_fismed/wbt/mirror/ntnujava/emWave/emWave.html e fa parte della raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
.
Il suo autore e' Fu-Kwun Hwang.
Versione originale del materiale: Propagation of Electromagnetic Wave
dalla raccolta NTNU Virtual Physics Laboratory
Risorsa trovata con questa ricerca.
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