La mente organizzata: usare le neuroscienze per navigare nell’era del sovraccarico di informazioni

La mente organizzata: usare le neuroscienze per navigare nell’era del sovraccarico di informazioni

Introduzione: Daniel Levitin  si presenta come tipico esempio di scienziato tra le nuvole perennemente distratto che arriva fino al punto di dimenticare passaporto e chiavi  dentro casa alla partenza per un viaggio. Allora si chiede: cosa hanno scoperto negli ultimi anni i miei colleghi su attenzione e memoria? Posso applicare le loro scoperte per evitare di combinare questi disastri? Da qui e’ partita una lunga ricerca, il cui risultato e’ stato un libro dove non solo descrive i meccanismi che intervengono per prestare attenzione e ricordare le cose importanti ma anche i trucchi che ci permettono di sfruttare al meglio questi meccanismi. Uno di questi ce lo mostra subito : scrivere a mano le cose da ricordare  su carta. Infatti ha in tasca un pacchetto di schede cartacee che consulta di tanto in tanto per ricordare cio’ che deve dire.

Cose da fare: Si tratta di un video in inglese con sottotitoli in inglese del canale youtube Aspen Institute . Potete accedervi cliccando sull’immagine sopra.

Cosa succede: Daniel Levitin e’ neuroscienziato, musicista e divulgatore scientifico. Parte dalla constatazione che negli ultimi anni c’e’ stato un aumento esponenziale di informazioni e e numero  di oggetti presenti nelle nostre case e nei supermercati.

Navigare in questa complessita’ non solo e’ difficile ma anche faticoso. Siete costretti a fare una selezione ma la selezione comporta l’uso dell’attenzione (non possiamo escludere una cosa se non la conosciamo) e l’attenzione e’ una risorsa che scarseggia. Qui c’e’ una specie di paradosso: il nostro cervello e’ in grado di processare e memorizzare quantita’ enormi di informazione e lo fa automaticamente senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Nel cervello ci sono circa 100 miliardi di neuroni ognuno collegato ad altri 1000 neuroni. Se considerate il numero totale di collegamenti vi rendete conto di quanta informazione puo’ contenere la nostra memoria. Ma se vogliamo richiamare parte di questa memoria in maniera cosciente abbiamo a disposizione una davvero misera “memoria di lavoro” che puo’ contenere meno di 10 elementi! L’attenzione serve a questo. Il risultato e’ un sovraccarico di informazioni, siete bombardati da molta piu’ informazione di quanta il cervello puo’ processarne coscientemente usando l’attenzione. Pensate per esempio a questi supermercati strapieni di centinaia di tipi diversi di ogni cosa che vendono : scegliere quella che vi serve e’ debilitante. Per gli oggetti “digitali” la scelta e’ ancora piu’ vasta. Alcuni pensano che possiamo ovviare a questo col multitasking. Sullo schermo del computer apriamo piu’ finestre  e vicino abbiamo anche il telefonino  che ci bombarda di notifiche.

Purtroppo tutti gli studi fatti mostrano che il nostro cervello non e’ in grado di fare multitasking : quando lo facciamo stiamo solo affaticandolo con i continui sforzi per passare da un compito all’altro e il risultato e’ un peggioramento delle nostre prestazioni.

Secondo Levitin questo sovraccarico di informazioni ci danneggia soprattutto per il fatto che siamo costretti in continuazione a passare da un compito e l’altro e che il numero di decisioni da prendere e’ aumentato in maniera esponenziale. Ambedue queste attivita’ consumano le preziose risorse del cervello e ci lasciano alla fine estenuati.

Ma perche’ continuiamo nonostante questo a controllare la mail o la nostra pagina facebook? Perche’ queste attivita’ producono scariche di dopamina nel cervello nel sistema della ricompensa. Siamo come quelle povere cavie con gli elettrodi collegati al nucleus accumbens (si chiama cosi’ la zona del cervello) che stimolano il rilascio di dopamina se premono una levetta: e la premono scordando di nutrirsi e riposarsi fino a morire stremati.

A questo punto Levitin ci spiega che il cervello non e’ abituato a lavorare in questo modo e se vogliamo gestire questo sovraccarico dobbiamo aiutare il cervello utilizzando dei metodi che,secondo gli studi fatti, sfruttano al massimo le sue possibilita’. Queste metodologie riguardano l’organizzazione delle informazioni per facilitarne il recupero.

In particolare enuncia 6 principi organizzativi:

  1. Conquista il sovraccarico di informazioni
  2. Abbandona il multi-tasking e diventa fanatico del lavoro mirato
  3. Riposa di più, lavora di meno
  4. Organizza il tuo ambiente fisico in categorie, in modo da aiutare la tua mente
  5. Dedica molto tempo solo alle decisioni, ai compiti e alle azioni importanti.
  6. Una mente zen è una mente organizzata

Per riuscire a fare il multitasking il cervello deve creare dei “progetti” diversi in diverse parti del cervello. Una zona del cervello chiamata insula interviene ogni volta che cambiate compito. Questo intervento continuo consuma glucosio (il carburante del cervello) e dopo un certo tempo vi sentite stanchi. Invece se vi dedicate a un solo compito questo non succede e potete lavorarci per ore senza stancarvi. E’ lo stato ottimale di lavoro (detto di flusso) nel quale riuscite a fare piu’ lavoro e questo lavoro e’ di migliore qualita’.

Ma perche’ allora Levitin consiglia di fare regolarmente delle pause di un quarto d’ora (ogni due ore di lavoro) immergendosi in attivita’ come leggere un romanzo, fare una passeggiata, … . Perche’ queste ci permettono di attivare la cosiddetta “Modalita’ predefinita” del cervello (Default Mode Network;DMN) ricaricando le riserve di combustibile consumate dal cervello(glucosio) ed hanno un po’ lo stesso effetto del sonno. Un sonnellino di non piu’ di un quarto d’ora al giorno e’ anche perfetto per riprendersi.
In queste pause le idee circolano libere nel cervello senza nessun controllo cosciente e possono permettere ad altre parti del cervello di fornire una soluzione inaspettata a qualche problema di difficile soluzione. Chi ci riesce puo’ usare anche la meditazione.

Uno dei principi piu’ importanti e’ il quarto che si puo’ enuciare anche in questo modo:”spostare il peso dell’organizzazione dal cervello al mondo esterno”.
Questo lo si puo’ applicare in tanti modi diversi e funziona sempre in maniera superba:

  • se volete ricordarvi domani di prendere l’ombrello perche’ e’ prevista pioggia, prendetelo adesso e mettetelo accanto la porta.
  • scrivete tutto cio’ che avete da ricordare. Fate liste di cose da fare. Scrivetele a mano. Quando si scrive a mano si usano parti del cervello che facilitano la formazione di memorie.
  • Se poi scrivete una lista mettendo ogni elemento su una scheda diversa, allora avete un ulteriore vantaggio: potete organizzare la lista come volete e creare delle priorita’.
  • se volete ricordarvi dove avete parcheggiato l’auto fate una foto col telefonino dell’auto parcheggiata.
  • se ci sono degli oggetti che non volete cercare ogni volta per tutta la casa come le chiavi della macchina, scegliete un posto bene in vista dove metterle (un uncino sul muro, un piccolo contenitore, …) e lasciatele sempre li senza eccezioni.

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Altri applet di neuroscienze

I materiali hanno come indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=HOMveY7pWKQ
Autore: Daniel Levitin
© The Aspen Institute

Titolo in inglese:The Organized Mind: Using Neuroscience to Navigate the Age of Information Overload

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