Allenare il cervello: la connessione cervello-corpo nella riabilitazione neurologica

Allenare il cervello: la connessione cervello-corpo nella riabilitazione neurologica
Introduzione:Negli ultimi anni le ricerche hanno mostrato che anche per gli anziani esiste un’enorme potenziale di neuroplasticita‘. L’esercizio fisico fatto in maniera appropriata e’ uno dei modi migliori per stimolare una neuroplasticita’ adattiva con un intervento che induce effetti positivi nelle persone anziane anche sofferenti di gravi disturbi come il Parkinson.

Cose da fare:Si tratta della registrazione di una presentazione fatta da due fisioterapiste dell’UCSF  e diretta a un pubblico di non esperti. La presentazione e’ in inglese e dura oltre un’ora. Per accedervi cliccate sulla figura sopra.

Cosa succede:Questa presentazione ha lo scopo di descrivere l’effetto dell’esercizio fisico sul cervello. E in particolare quali caratteristiche deve avere questo esercizio per stimolare la neuroplasticita’ del cervello.Si parla poi in concreto come si interviene nel caso della sclerosi multipla, dell’ictus e del morbo di Parkinson.

La plasticità neuronale è quella capacità del sistema nervoso di riorganizzarsi e rimodellarsi in base all’esperienza. Anche in seguito ad eventi traumatici, come l’ictus, o neurodegenerativi come il Parkinson esiste una capacità di riassestamento e di riparazione che è determinata da eventi cellulari che possono essere stimolati dall’esercizio sia fisico che cognitivo tipici della riabilitazione.

Nella figura sopra si possono vedere gli effetti benefici dell’esercizio fisico sul cervello : si creano nuovi vasi sanguigni, nuove connessioni tra neuroni (sinapsi) e nuovi neuroni. Tutto questo e’ ora ben compreso e indica semplicemente che l’esercizio fisico come l’esercizio cognitivo sono alla base della plasticita’ neuronale che interviene ogni volta che una persona sana acquisisce una nuova capacita’. D’altra parte la fisioterapia neurologica viene usata da molto prima che venisse scoperta la plasticita’, per far imparare daccapo ai pazienti colpiti da traumi o malattie degenerative a svolgere i compiti della vita di ogni giorno. Adesso si tratta di rivedere queste pratiche alla luce di queste nuove conoscenze. In particolare sono stati individuati 10 caratteristiche della plasticità dipendente dall’esperienza che permettono di ottimizzare le pratiche attualmente usate:

  1.  Usalo o perdilo: L’incapacità di usare specifiche funzioni cerebrali può portare a un degrado funzionale.
  2. Usalo e miglioralo: l’allenamento di una specifica funzione cerebrale può portare a un miglioramento di tale funzione.
  3. Specificità La natura dell’esperienza formativa determina la natura della plasticità.
  4.  La ripetizione e’ importante: L’induzione della plasticità richiede una ripetizione sufficiente.
  5.  L’intensità e’ importante! L’induzione della plasticità richiede un’intensità di allenamento sufficiente.
  6.  La durata e’ importante!  Diverse forme di plasticità si verificano in momenti diversi durante l’allenamento.
  7.  La rilevanza dell’attivita’ per la persona (salienza) e’ importante!  L’esperienza formativa deve essere sufficientemente rilevante per indurre la plasticità.
  8.  L’eta’ della persona  e’ importante! La plasticità indotta dall’allenamento si verifica più facilmente nei cervelli più giovani.
  9. Transfert La plasticità in risposta a un’esperienza di allenamento può migliorare l’acquisizione di comportamenti simili.
  10.  Interferenza La plasticità in risposta ad un’esperienza può interferire con l’acquisizione di altri comportamenti.

Sintomi della Sclerosi Multipla

Cos'e' un ictus

Sintomi del Parkinson

Le tre figure sopra mostrano le principali caratteristiche delle tre malattie prese in considerazione : la sclerosi multipla, l’ictus e il Parkinson.

Ad esempio il Parkinson (figura sopra) e’ una malattia degenerativa del cervello che si presenta dopo i 50 anni ed ha una progressione lenta. I sintomi sono numerosi ma riguardano soprattutto il moto. Da decenni esiste un farmaco (la levodopa) in grado di eliminare i sintomi ma non curare la causa. Purtroppo la levodopa con l’andare degli anni ha sempre meno effetto. Probabilmente e’ una delle condizioni che puo’ rispondere meglio alla fisioterapia neurologica.

Esercizio fisico per il Parkinson

Esercizio fisico nel Parkinson: la danza

Esercizio fisico nel Parkinson : la boxe e il ciclismo

Le tre figure sopra mostrano alcuni dei programmi di fisioterapia o attivita’ (danza, boxe e ciclismo) che vengono usate gia’ adesso. Accanto a ogni attivita’ viene riportato il principio di neuroplasticita’ a cui si ispirano. Ad esempio la danza puo’ essere un modo piacevole di esercitarsi (il principio 7). Il ciclismo in tandem produce quell’intensita’ nell’esercizio che puo’ rendere il cervello del parkinsoniano piu’ abile a controllare i movimenti lenti e a scatti prodotti dalla malattia.

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Altri applet di neuroscienze

Il video ha come indirizzo :https://www.youtube.com/watch?v=vdAHBilcqzo
© UCTV

Titolo in inglese: Train the Brain: Exploring the Brain-Body Connection in Neurological Rehabilitation

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