La riserva cognitiva

La riserva cognitiva

How to Keep Your Brain Fit Boost Your Memory and Fight Dementia

 

Introduzione: Alla fine degli anni ottanta’ si scopri’ che alcune persone hanno una riserva cognitiva che li protegge dai danni al cervello dovuti all’eta’ o a malattie come l’Alzheimer.

Cose da fare: Si tratta di due video di presentazioni con slide fatte in inglese per un pubblico di non esperti. La durata delle presentazioni e’ di circa un’ora.
La prima presentazione e’ fatta da Jay Ingram divulgatore scientifico che parla dell’Alzeimer e della scoperta della riserva cognitiva fatta proprio studiando gli effetti dell’invecchiamento su un gruppo di circa 100 monache di clausura. Vengono usate animazioni per mostrare l’andamento dell’Alzheimer.
La seconda presentazione , di un neurologo, e’ diretta a  persone anziane  e spiega in dettaglio due cose:

  1. Come distinguere i normali effetti sulla memoria dell’invecchiamento dagli effetti prodotti da malattie come l’Alzheimer.
  2. Cosa fare per mantenere o addirittura aumentare la propria riserva cognitiva

Cliccate sulle figure sopra per accedere alle due presentazioni.

Cosa succede: La Malattia di Alzheimer e’ una malattia che colpisce il cervello. I suoi effetti sono devastanti. L’autopsia del cervello dopo la morte mostra la presenza di placche amiloidi e ammassi neurofibrillari (tangles) . Si tratta di ammassi di proteine che interferiscono col funzionamento del cervello  provocando  la distruzione graduale dei neuroni . Alzheimer scopri’ oltre cento anni fa che il cervello dei pazienti che soffrivano di questo tipo di demenza, si presentava all’autopsia non solo con un numero ridotto di neuroni ma anche con le caratteristiche placche (fuori dai neuroni) e tangles (all’interno dei neuroni ormai distrutti).

Placche e tangles nell’autopsia servivano a diagnosticare con certezza la malattia. Percio’ fu una grande sorpresa scoprire che tra le 100 suore esaminate per decine di anni fino alla morte ce n’era una che non presentava , da viva, sintomi di demenza ma aveva, all’autopsia, il caratteristico cervello devastato da placche e tangles. Questa osservazione e’ stata confermata da allora in parecchi studi ed ha mostrato che alcune persone hanno una “riserva” che li rende resilienti riguardo al danno prodotto dalla malattia. Anche per loro c’e’ il danno ma la loro “riserva” li protegge molto piu’ a lungo.

Nella seconda presentazione si spiega come fare a distinguere cio’ che e’ normale negli episodi di dimenticanza e quando invece dobbiamo preoccuparci.

Cio’ che e’ normale e’ descritto da queste tre slides:

 

La cosa importante e’ che i vari episodi non abbiano effetti significativi sulla nostra vita di ogni giorno.

Ecco invece quando dobbiamo preoccuparci:

Dopodiche’ il neurologo parla di cosa possiamo fare per mantenere la riserva cognitiva anche in eta’ avanzata.

Innanzi tutto dobbiamo curare alcune malattie o condizioni mediche che influiscono  sulla memoria:


Ed ecco la parte  piu’ interessante:
“L’evidenza scientifica suggerisce che livelli più elevati di attività fisica e mentale così come l’interazione sociale possono contribuire a mantenere intatta la funzione cognitiva durante l’invecchiamento”
Quali siano queste attivita’ potete vederlo nelle 3 slides che seguono:

Inoltre un’altra conclusione della ricerca scientifica attuale e’ che non esistono prove solide sul fatto che alcune diete o cibi o integratori servano a proteggere o a migliorare la memoria.

Commenti : Sono stati creati dei test che permettono di quantificare la propria riserva cognitiva. Potete scaricare un esempio in italiano creato da ricercatori dell’Universita’ di Padova.

Altri applet di neuroscienze

Il materiale ha come indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=LGEdteCzXas
© Keynote Speakers Canada
Autore: Jay Ingram
Titolo in inglese:The Real Brain Science of Dementia

https://www.youtube.com/watch?v=YIgDrfzenGc
© UCTV
Autore: Ramin Motarjemi
Titolo in inglese:How to Keep Your Brain Fit Boost Your Memory and Fight Dementia

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