Le misteriose origini delle sensazioni viscerali

Le misteriose origini delle sensazioni viscerali

The mind-gut connection

Introduzione: Emeran Mayer e’ un pioniere della ricerca dell’interazione tra cervello e intestino. Perche’ nell’intestino esistono tanti neuroni da poterlo considerare un secondo cervello? Che ruolo in questa interazione cervello-intestino hanno le numerose sostanze chimiche prodotte dalla flora intestinale (il microbioma)?

Cose da fare: Si tratta di due video in inglese. Il primo e’ una breve presentazione a una conferenza TEDX. Il secondo di circa un’ora e’ una presentazione a Talks at Google. Cliccate sulle figure sopra per far partire i due video.

Cosa succede: Le sensazioni viscerali (in inglese gut feelings) si riferiscono al fatto di prendere una decisione in maniera istintiva senza una riflessione meditata. Se ci pensate un momento questa locuzione e’ strana : gut e’ letteralmentente l’intestino e non si capisce cosa c’entra con un comportamento che viene deciso dal cervello.  Ma Emeran Mayer spiega che forse questa locuzione dice qualcosa di profondo: cioe’ che esista una connessione cervello-intestino che di fatto  altera il nostro comportamento e l’umore.

Ci sono alcuni indizi e risultati sperimentali che puntano in questa direzione e lo studio della connessione mente-intestino e’ diventato un campo di punta della ricerca scientifica. Si conosce da molti anni l’esistenza di un sistema nervoso intestinale con 100 milioni di neuroni che lavora a stretto contatto col cervello. I segnali dal cervello all’intestino arrivano attraverso il nervo vago. Ma esiste anche una continua comunicazione dall’intestino al cervello.  Questa enorme quantita’ di dati costituisce qualcosa di misterioso perche’ non arriva mai al livello cosciente ma sappiamo con certezza che viene memorizzata ed elaborata in maniera automatica.

Ma l’aspetto piu’ interessante e misterioso e’ che il tubo intestinale contiene trilioni di microbi che producono un numero enorme di sostanze (in effetti il genoma complessivo di tutti i batteri e’ molto piu’ grande di quello umano). Queste molecole sono separate da una sottile membrana dai neuroni intestinali. Siamo sicuri che non avvenga qualche tipo di comunicazione e che questa non influenzi in qualche modo il cervello? Bisogna tener conto del fatto che i batteri si sono evoluti da soli per oltre tre miliardi di anni sviluppando delle tecniche sofisticate di comunicazione attraverso molecole molto simili se non uguali ai neurotrasmettitori del cervello.

Quando hanno cominciato a svilupparsi gli organismi multicellulari, la simbiosi di questi con i batteri e’ cominciata immediatamente ed ora tutti gli organismi multicellulari hanno un microbioma. I vantaggi della simbiosi sono evidenti: i batteri hanno nel loro ospite un mezzo di trasporto e una fonte di cibo; il loro ospite puo’ estrarre piu’ energia dai cibi utilizzando il prodotto del trattamento degli scarti da parte dei batteri.

Ma qui si parla della possibilita’ che i microrganismi nell’intestino possano influenzare direttamente il cervello. Prima degli studi recenti si conosceva un solo caso in cui un microrganismo (in effetti un parassita) Toxoplasma gondii era riuscito a influenzare dall’intestino il comportamento del mammifero ospite (topo) rendendogli i gatti attraenti. Il risultato era che il topo veniva divorato e il parassita finiva nell’intestino del gatto dove poteva riprodursi (vedi figura 1 sopra).

Qualche anno fa i primi esperimenti sui topi. L’esperimento consiste nel prendere due topi che hanno delle caratteristiche create attraverso mutazioni genetiche che sono distinte tra di loro: e in particolare dei topi obesi contrapposti a topi magri e dei topi “timidi” contrapposti a topi “estroversi”. Dopodiche’ viene fatto il trapianto fecale tra il topo obeso e il topo magro  e tra il topo timido e quello estroverso. Il topo che riceve il trapianto e’ cresciuto in un ambiente sterile in modo da non avere un suo microbioma. Il risultato e’ che il topo magro diventa obeso e il topo estroverso diventa timido!

Questi cambiamenti sono prodotti solo dai microorganismi nel microbioma. Ma come potrebbero interferire col cervello? A comunicare col cervello non ci sono solo i neuroni dell’intestino ma anche delle cellule specializzate nel produrre ormoni. Ad esempio la maggioranza della serotonina (95%) nel nostro corpo e’ prodotta nell’intestino. Inoltre, sempre nell’intestino, c’e’ una larga percentuale di cellule del sistema immunitario che possono anch’esse comunicare col resto del corpo. Attraverso il sistema immunitario e le citochine  si producono infiammazioni.

I studi sull’uomo sono solo all’inizio ma nei casi di malattie intestinali gravi comincia ad essere provata una terapia basata sul trapianto fecale da un donatore sano.   Studi del microbioma umano mostrano che la differenza essenziale tra il microbioma di una persona malata (parecchie malattie, non solo intestinali, influiscono sul microbioma) e’ che risulta molto meno diversificato di quello di una persona sana. Sulla Terra le persone che hanno il microbioma piu’ diversificato di tutti sono le ultime tribu’ di cacciatori-raccoglitori rimaste in Africa e in Amazzonia.

Da cio’ ne segue che una dieta simile a quella dei cacciatori-raccoglitori sarebbe la dieta migliore per migliorare il proprio microbioma e la propria salute. Quindi abbondanza di cibi provenienti dal mondo vegetale con carboidrati complessi; una piccola percentuale di cibo proveniente dal mondo animale soprattutto pesci e pollame. Virtualmente niente grassi animali. Il grasso animale ha un buon sapore ma produce uno stato di lieve infiammazione che a lungo andare e’ molto dannoso. La dieta meditteranea si avvicina molto a queste specifiche.

Commenti:Emeran Mayer ha scritto un libro su questi argomenti dal titolo:

The Mind-Gut Connection: How the Hidden Conversation Within Our Bodies Impacts Our Mood, Our Choices, and Our Overall Health

 

Altri applet di scienze biologiche

Il materiale e’ formato dai video:

https://www.youtube.com/watch?v=nkmE31QUU4o

https://www.youtube.com/watch?v=f-hUanaLrJg
© TEDx Talks

Titoli in inglese: The mysterious origins of gut feelings e The mind-gut connection
© Talks at Google

Autore: Emeran Mayer

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