Parkinson, bloccare la malattia con gli infrarossi

Parkinson, bloccare la malattia con gli infrarossi

Introduzione: I malati col  morbo di Parkinson  hanno potuto beneficiare di due scoperte fatte per caso che hanno permesso di tenere sotto controllo i terribili sintomi della malattia : nel 1969 e’ cominciato l’uso della levodopa; nel 1987 e’ stata fatta la prima operazione di stimolazione cerebrale profonda (DBS:deep brain stimulation) che blocca i sintomi motori. Adesso Alim-Louis Benabid che ha fatto la prima DBS intende usare la stessa procedura (con raggi infrarossi invece di correnti elettriche) per curare la malattia.

Cose da fare: Si tratta di una presentazione fatta in occasione dell’assegnazione dei premi Breakthrough di quest’anno (Alim-Louis Benabid aveva vinto quello dello scorso anno per la DBS). Il video del canale youtube UC Berkeley Events e’ in inglese con sottotitoli in inglese. La presentazione e’ fatta con slides.

Cosa succede: I sintomi che piu’ caratterizzano  il Parkinson  sono la “triade motoria” : tremore, bradikinesia(lentezza dei movimenti) e rigidita’. Essi sono il risultato della morte delle cellule  che sintetizzano e rilasciano la dopamina in una zona del cervello chiamata sostanza nera nei gangli basali. La principale “cura” e’ percio’ la levodopa un medicinale che e’ in grado di raggiungere la zona di cervello  interessata trasformandosi in dopamina.

I gangli basali comprendono vari nuclei (raggruppamenti di neuroni) coinvolti principalmente nel controllo del movimento.

Ancora non si conosce con esattezza la causa della malattia e la levodopa cura solo alcuni sintomi mentre la malattia continua a progredire.  In compenso cio’ che viene diagnosticato come Parkinson presenta una serie numerosa di sintomi di ogni tipo con grande variabilita’ da paziente a paziente. Tra i sintomi che non riguardano il moto, i piu’ frequenti sono depressione, deficit cognitivo, insonnia, stitichezza, perdita dell’odorato.

Con la levodopa e altri farmaci che la aiutano ad ottenere il suo effetto di aumentare la dopamina,  i pazienti hanno un’aspettativa di vita solo leggermente inferiore a quella di chi non ha il Parkinson : si dice che si muore col Parkinson non di Parkinson. Questi pazienti devono prendere le medicine senza mai smettere ma questo gli permette di poter vivere una vita normale per molti anni.

Negli ultimi anni si e’ aggiunta anche la stimolazione cerebrale profonda  che permette di controllare tutti i piu’ fastidiosi sintomi motori inclusa la discisenia (movimenti continui effetto collaterale della levodopa). Questa consiste nel collocare in una zona dei gangli della base degli elettrodi che funzionano come un pacemaker inviando una piccola scarica elettrica. Non si sa bene come funzioni ma la sua messa in opera e’ molto semplice anche se laboriosa: bisogna inserire nella zona dei gangli della base un elettrodo che misura l’attivita’ elettrica dei neuroni e trovare il gruppo di neuroni che “sparano” in continuazione : qui saranno inseriti gli elettrodi permanenti. Questi sono comandati dal paziente con un telecomando.

Come spiega Alim-Louis Benabid, stava facendo il lavoro preparatorio per scegliere la zona da operare (prima del 1987 l’unica opzione che rimaneva nei casi piu’ gravi dopo che la levodopa era diventata inutilizzabile, era la chirurgia) quando in presenza di un gruppo di neuroni che sparava di continuo provo’ ad aumentare la frequenza dei microimpulsi inviati a oltre 100 Hz e scopri’ che i neuroni si zittivano e il tremore cessava. Se si interropevano i microimpulsi, tutto tornava come prima e il tremore riprendeva.

Studi successivi hanno mostrato che almeno tre zone rispondono riguardo ai sintomi motori: il talamo (tremore), il pallido (discinesia) e il nucleo subtalamico(triade). Nella figura sopra queste zone sono indicate con le sigle Vim,STN e GPi assieme ad altre zone usate nella DBS. Lo schema mostra come adesso anche altre malattie vengono curate con lo stesso metodo (OCD, depressione, etc) e alcune zone interessano piu’ malattie. Come se il cervello avesse un unico modo di malfunzionamento che consiste in gruppi di neuroni vicini che sparano assieme.

Negli ultimi anni si e’ cercato di curare il Parkinson sostituendo i neuroni degenerati della sostanza nera con cellule staminali o cercando di aiutare le cellule sofferenti con medicinali somministrati direttamente nella sostanza nera . Ma queste tecniche non hanno ancora dato risultati.

Alim-Louis Benabid ha pensato invece di usare la stessa tecnica chirurgica della DBS con una piccola variante. Impiantare una fibra ottica che invece di far arrivare una corrente elettrica fa arrivare nella sostanza nera la luce infrarossa di un laser.Brevi irradiazioni di qualche minuto una volta al giorno. Questa luce e’ la stessa che proviene dal Sole e che sentiamo sulla pelle come calore. Essa stimola il metabolismo delle cellule. L’effetto e’ quello di aiutare la cellule malate a riprendersi e produrre daccapo la preziosa dopamina.

Nella presentazione viene mostrato che e’ proprio questo che si ha in topi e scimpanze’ con i sintomi del Parkinson dopo essere stati iniettati con MPTP  che distrugge i neuroni della sostanza nera. Il prossimo anno cominceranno i test con ammalati di Parkinson.

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I materiali hanno come indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=-BjUse56ehU
© UC Berkeley Events
Author: Alim-Louis Benabid

Titoli in inglese: Perspectives for Deep Brain Stimulation: From Electrons to Photons

Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

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