L’enorme potere in mano a Google/Facebook

L’enorme potere in mano a Google/Facebook

Google knowledge, Google money, Google power

The moral bias behind your search results

Introduzione: Questa pagina web In every second mostra con un semplice grafico quanti accessi avvengono sui servizi piu’ usati. Si comincia da quelli meno usati fino ai giganti : Facebook, Youtube e Google . Che relazione c’e’ tra queste impressionanti statistiche e il formarsi dei colossi mondiali Google(padrone anche di Youtube) e Facebook ? Lo spiegano le tre presentazioni accessibili attraverso le tre immagini sopra.

Cose da fare: Si tratta di 3 presentazioni Ted. I 3 video sono in inglese con sottotitoli e trascrizione in italiano solo nel primo (per ora).

Il primo video del 2013  riguarda Facebook ed e’ una presentazione di Jennifer Goldbeck esperta d’informatica  .

Il secondo e il terzo video sono di Andreas Ekström  giornalista svedese che parla di Google/Youtube. Il primo video e’ del 2013 e il secondo del 2015.

Cosa succede: L’enorme numero di accessi per secondo dei tre servizi piu’ popolari di Internet : Google/Youtube e Facebook significa un fiume di denaro che entra in continuazione nelle tasche di queste due societa’. Ma come fa ad entrare se questi servizi sono gratis? Perche’ memorizzano le nostre ricerche e tracciano i nostri comportamenti su Internet. Si arricchiscono coi nostri dati. Adesso capite perche’ ,ad esempio, dopo aver cercato qualcosa su Google vi trovate bombardato dalla pubblicita’ di cio’ che avete cercato?

Google(che riceve 89% di tutte le ricerche di Internet)  traccia e ricorda le ricerche fatte da ogni singolo visitatore e questa informazione e’ venduta a terzi. Allo stesso modo Facebook con oltre un quinto della popolazione mondiale online ha ricavi pubblicitari enormi usando annunci mirati possibili con i dati che noi stessi gli abbiamo fornito.

E’ arrivato forse il momento di riappropriarci  dei nostri dati riprendendone il controllo. Perche’ non e’ solo il problema che paghiamo a caro prezzo un servizio (eccellente) ma che stiamo dando un potere enorme a queste organizzazioni.  Queste tre presentazioni danno un’idea di quello che si puo’ fare con questi dati raccolti e dell’enorme potere in mano a Google/Facebook.

Ad esempio, come spiega Jennifer Goldbeck, nel caso di Facebook basta usare la sola informazione sui like fatti da una persona per prevedere con precisione le preferenze politiche, il genere, l’orientamento sessuale, la religione, l’eta’ , l’intelligenza e altri tratti psicologici.

Il problema e’ che gli utenti non sanno che questa informazione viene raccolta e non hanno modo di controllare come viene usata. Immaginate per un momento che venga usata per informare le aziende sui propri dipendenti: vi ritrovereste senza impiego senza sapere perche’.

Andreas Ekström nella seconda presentazione mostra alcuni esempi di come le ricerche di Google possono essere sfruttate. Possono permettere di prevedere i risultati di un’elezione, di conoscere in tempo reale l’andamento di un’epidemia e di prevedere  il risultato di un concorso eurovisivo della canzone (vedendo quali sono i video di youtube piu’ visti). Google possiede un database unico al mondo. Cosa succede se i principi che ora guidano Google cambiano? L’intenzione di Andreas Ekström  non e’ quella di combattere Google ma di rendere tutti consapevoli dell’immenso potere che stiamo dando a Google con i nostri dati.

Un potere , che come spiega nel terzo video, si estende anche nel campo della morale.

Secondo Jennifer Goldbeck abbiamo due strade possibili per risolvere questo problema dello strapotere di Google/Facebook:

  1.  Creare leggi e linee guida che Google e Facebook devono rispettare. Ma questo richiede tempo per vari motivi: sono due multinazionali e inoltre i legislatori delle varie nazioni non sono ancora consapevoli del problema.
  2. Fare in modo che gli utenti sappiano prima di dare un like o di fare una ricerca cosa stanno facendo e quali rischi stanno correndo.Cosi’ possono decidere se ne vale la pena. Oppure imporre a Facebook/Google l’uso di dati criptati inaccessibili e quindi senza valore per essi. Insomma creare una base di utenti informati .

Commenti: Il blog Il Disiformatico  e’ un ottimo mezzo di informazione in italiano su questi argomenti. Ad esempio guardate:

Altri applet di informatica

I materiali hanno come indirizzo

http://www.ted.com/talks/jennifer_golbeck_the_curly_fry_conundrum_why_social_media_likes_say_more_than_you_might_think/?language=it
Autore: Jennifer Golbeck
© TED Conferences

https://www.youtube.com/watch?v=zzXQDXCfEcA
Autore: Andreas Ekström
© TEDx Talks

http://www.ted.com/talks/andreas_ekstrom_the_moral_bias_behind_your_search_results
© TED Conferences
Autore: Andreas Ekström

Titoli in inglese: The curly fry conundrum: Why social media “likes” say more than you might think, Google knowledge, Google money, Google power e The moral bias behind your search results

Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

 

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