Il Principio Olografico

Il Principio Olografico

Introduzione: Quando un oggetto cade in un buco nero sappiamo che la sua massa si trasforma nella deformazione spaziotemporale intorno alla singolarita’ nel centro. Ma cosa succede all’informazione che contiene? Cercando una risposta a questa domanda i ricercatori hanno scoperto questo Principio Olografico.

Cose da fare:  E’ un video in Inglese con un dibattito di quattro fisici esperti dell’argomento  al World Science Festival  Attivate il video cliccando sull’immagine sopra.

Cosa succede: I quattro fisici sono Raphael Bousso, Herman Verlande,Gerard’t Hooft  e Leonard Susskind. Tutti fisici teorici, Hooft e’ premio Nobel e Susskind e’ anche un divulgatore scientifico. Il dibattito viene condotto dal giornalista John Hockenberry bravissimo a mantenere il dibattito a un livello che tutti gli ascoltatori (non esperti) possono capire.

Cercando di capire dove finiva l’informazione degli oggetti che cadevano in un buco nero i fisici si chiesero quanto spazio occupasse quest’informazione e fecero la sorprendente scoperta che tutta l’informazione della materia caduta nel buco nero puo’ essere contenuta sulla superficie dell’orizzonte degli eventi. Questa e’ la base del principio olografico che ha creato un sorprendente collegamento tra informazione e geometria/gravita’.

Al crescere della massa del buco nero cresce l’informazione persa e cresce anche l’orizzonte degli eventi. Questo non significa che l’informazione e’ davvero memorizzata su quella superficie, ma che in generale anche l’informazione di tutto l’Universo puo’ essere contenuta nella superficie che lo delimita. Ed ecco che con un volo di fantasia possiamo pensare che forse e’ questa memoria olografica la vera essenza dell’Universo e che il mondo spazio-temporale che sperimentiamo non sia altro che un miraggio creato a partire da questa memoria olografica.

E’ come Neo, il protagonista del film Matrix, che scopre che cio’ che sperimenta come reale non e’ altro che una realta’ virtuale simulata da un computer e presentata in maniera coerente al suo cervello.

La figura sotto si riferisce a un piccolo spezzone estratto dal video dove Susskind spiega come si fa a creare una rappresentazione bidimensionale (a pixel) di un volume tridimensionale (a voxel).
Come rappresentare un volume di spazio su una superficie
Commenti:

Altri applet di astronomia .

Il materiale ha come indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=HnETCBOlzJs

© World Science Festival
Titolo in inglese : A Thin Sheet of Reality: The Universe as a Hologram

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