La percezione del moto e la sua importanza nella visione

La percezione del moto e la sua importanza nella visione

Perche' vediamo le illusioni ottiche?

Come il cervello impara a vedere

Introduzione: Piu’ che come una macchina fotografica, gli occhi collegati al cervello funzionano come una telecamera.   Queste tre presentazioni, affrontano la percezione del moto da tre differenti punti di vista per meglio capire il suo funzionamento e la sua importanza nella visione.

Cose da fare: Si tratta di 3 video di TED. Le 3 figure in questa pagina  fanno  partire i  video (in inglese) ma con sottotitoli in italiano. Il terzo video ha anche la trascrizione in italiano.

Il primo video fa vedere come riusciamo a percepire il movimento guardando una serie di immagini statiche. Nel secondo video potete vedere con l’aiuto di un’illusione ottica come il cervello non solo combina le immagini statiche combinandole a formare un moto fluido, ma  deforma in alcuni casi queste immagini per evitarci brutti scontri.

Infine nel terzo video potete vedere dagli studi sull’acquisizione della visione in bambini ciechi nei primi anni di vita, come la percezione del moto e’ essenziale per distinguere gli oggetti nello spazio.

Cosa succede: Tutti sappiamo ormai dal cinema che basta far vedere al cervello in rapida successione immagini statiche per creare l’illusione del movimento. Questo funziona proprio perche’ la percezione del moto nella realta’ e’ fatta allo stesso modo. L’occhio e’ troppo lento e puo’ inviare solo un numero limitato di immagini statiche al secondo. E’ il cervello che crea l’illusione di un moto continuo delle cose. Nel fare questo talvolta bara a fin di bene. Infatti se qualche oggetto si avvicina pericolosamente a noi , data la lentenza dell’occhio a fornire le immagini, e’ importante che il cervello cerchi di far vedere l’oggetto non dov’e’ nell’ultima immagine ricevuta, ma dove probabilmente  si trova adesso. Da qui deriva l’illusione del secondo video.

Il miracolo della visione prodotta dal cervello, usando i dati insufficienti che vengono dagli occhi, consiste nel trasformare macchie di luce in movimento in una serie di oggetti nello spazio tridimensionale. Tutte le connessioni per riuscire ad ottenere questo si formano essenzialmente nel periodo critico (primi anni dalla nascita) senza bisogno di interventi esterni. Basta che il bambino abbia una buona vista e lo vedremo guardare in giro attratto da ogni cosa. Nel frattempo il cervello sta costruendo un’enorme base di dati sugli oggetti 3D finche’ non diventa capace di ricostruire senza sforzo il mondo intorno a noi.

Ma cosa succede se un bambino e’ cieco durante questo periodo. Evidentemente tutti questi circuiti nel cervello non si sviluppano (un non vedente ha una sua percezione 3D basata sugli altri sensi). Se dopo qualche anno, il bambino acquista la vista, l’acquisizione della visione , passato il periodo critico, e’ difficile. Semplicemente il bambino non riesce a dedurre dalle macchie di luce quali sono gli oggetti presenti . Ma se addestriamo il bambino mostrandogli oggetti molto semplici in movimento sullo schermo di un computer, sembra che il cervello del bambino impari a poco a poco che il trucco per capire  cosa c’e’ fuori e’ quello di far muovere gli oggetti (o cio’ che e’ lo stesso muovere la propria testa) fino a comprendere con che cosa abbiamo a che fare.

Commenti:

Altri applet di neuroscienze

I materiali hanno come indirizzo

http://www.youtube.com/watch?v=V8A4qudmsX0,

http://www.youtube.com/watch?v=1xcvWSeZPbw

http://www.ted.com/talks/pawan_sinha_on_how_brains_learn_to_see.html

e fanno parte della raccolta di video TED Ideas worth spreading.

Autori: TedEd staff, Mark Changizi , Pawan Sinha
© TED Conferences

Titoli in inglese: Animation basics:The optical illusion of motion ,Why do we see illusions, How brains learn to see

Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

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