Cinque miliardi di anni di solitudine

Cinque miliardi di anni di solitudine

Introduzione: Mai come adesso siamo stati cosi’ vicini a rispondere alla domanda se siamo soli nell’universo. Lee Billings ,il giornalista che ha appena scriito un libro sulla ricerca di pianeti,  mostra l’urgenza di procedere in questo sforzo.

Cose da fare: Si tratta di un video di una presentazione fatta a Google. La figura sopra  fa partire il  video (in inglese) .

Cosa succede: Da circa venti anni e’ partita la caccia ai pianeti extrasolari. Abbiamo trovato dei pianeti simili alla Terra? A guardare le magnifiche immagini comparse sui giornali sembrerebbe di si. Lee Billings ci mostra la ben misera realta’ dietro queste immagini (fatte da artisti). Delle piccole variazioni nella luce di una stella lontana. Le possibilita’ che tra i circa mille esopianeti finora trovati ce ne sia uno come la Terra sono molto basse. Occorreranno decenni di ricerche e nuove generazioni di telescopi spaziali per riuscire a rispondere alla domanda se uno di questi pianeti puo’ ospitare o gia’ ospita la vita. Billings ci mostra la strada sperando di convincere la gente a raddoppiare gli sforzi. Sapere che  nel cosmo a qualche decina di anni luce c’e’ un’altra Terra pronta ad accoglierci terminerebbe cinque miliardi di anni di solitudine e ci aprirebbe finalmente una via tra le stelle.

Per chi non capisce l’inglese o non riesce a seguire la parlata veloce di Billings, riporto come immagini i punti chiave della presentazione, commentandoli.

L’immagine sopra e’ la storia di venti anni di ricerca di esopianeti. Il numero e’ aumentato di anno in anno e partendo dai giganti gassosi come Giove siamo riusciti a trovare pianeti sempre piu’ piccoli.

La maggioranza dei pianeti e’ stata trovata da Keplero esplorando sistematicamente una piccola zona della nostra Galassia. Purtroppo Keplero ora e’ azzoppato e si puo’ dire che questa prima fase di scoperte sia finita.

Queste sono le tipologie di pianeti trovati. Il grande numero di pianeti di dimensioni simile alla Terra era inaspettato.

Dodici di questi pianeti sono stati considerati i migliori candidati per la presenza di vita.

Ma nonostante le magnifiche riproduzioni tutto quello che sappiamo di alcuni di questi pianeti (quelli trovati prima di Keplero) e’ in questi diagrammi. Si sa da tempo studiando le stelle doppie, che se una delle due stelle e’ invisibile, si puo’ rilevare lo stesso, seguendo il moto della stella visibile. La stessa tecnica si puo’ usare per un pianeta (specialmente quelli tipo Giove). Il risultato della perturbazione dell’orbita della stella a causa del pianeta e’ quella che si vede sopra. Quindi lo stesso pianeta e’ invisibile!

 

 

Questa e’ la rappresentazione artistica di uno dei migliori candidati trovati da Keplero.

 

Questo e’ invece quello che realmente vediamo! E’ una piccola diminuzione della luce della stella quando il pianeta passa davanti che produce la scanalatura nei grafici!

Keplero quindi riesce a rilevare solo i pianeti allineati tra noi e la stella lontana. In questa foto, per farvi  un’idea, vedete come compare Venere davanti al Sole (quando e’ allineato con la Terra). La cosa interessante e’ che i raggi del Sole passano attraverso l’atmosfera di Venere(striscia ai bordi).

Questo ci permette di analizzare il contenuto dell’atmosfera di Venere e stabilire che non e’ abitabile! Questo si puo’ fare anche per gli esopianeti ma richiede degli enormi telescopi nello spazio. Tanto per intenderci: e’ come se da Roma volessimo fotografare un moscerino a Milano.

Questo telescopio(JWST) sarebbe un primo passo in questa direzione. Questo e’ il modello 1 a 1 del telescopio reale che dovrebbe essere costruito e lanciato non si sa quando su un’orbita oltre la Luna. Ma prima di questo la Nasa lancera’ fra qualche anno il successore di Keplero, il cui compito sara’ di guardare in maniera sistematica tutte le stelle piu’ vicine per trovare i migliori candidati da analizzare col telescopio spaziale gigante.

Al momento attuale quel puntino che vedete e’ uno dei pochissimi casi di rilevazione diretta della luce di un pianeta. Ed e’ un pianeta enorme lontano come Plutone. Per questo avete bisogno di telescopi nello spazio il piu’ grande possibili. Per raccogliere i pochi fotoni provenienti dal pianeta uno a uno, giorno dopo giorno.

Ecco i telescopi spaziali previsti per il futuro (se saranno approvati) confrontati con Hubble.

L’immagine della Terra vista dai confini del sistema solare, ci da’ un’idea di come , uno di questi telescopi giganteschi, potrebbe riuscire a vedere un esopianeta. Non e’ molto ma abbastanza da capire un bel po’ di cose. Se a questo aggiungiamo l’analisi spettroscopica (Ossigeno e Metano indicano la presenza della vita) allora saremmo in grado di dire se si tratta davvero di un’altra Terra e se  c’e’ gia’ la vita.

Commenti: Ecco il libro  per ora pubblicato solo in inglese. I 5 miliardi si riferiscono al numero di anni di esistenza dell’atmosfera terrestre. Tre miliardi circa nel passato e altri due nel futuro. Evidentemente prima di quella data dobbiamo trovare qualche posto dove traslocare!

Altri applet di astronomia

Il video ha come indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=6cPDWBZeuOM e fa parte della raccolta Talks at google.

Autore: Lee Billings
© Google

Titoli in inglese: Five Billions Years of Solitude

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