Il mistero della percezione del dolore

Come funzionano gli antidolorifici

Introduzione: Quando si tratta dei cinque sensi, la percezione sensoriale sembra qualcosa di ovvio. La visione e’ come avere una macchina fotografica nel cervello! Quello che vediamo corrisponde a cio’ che c’e’ fuori nella realta’. Se invece considerate la percezione del dolore : questa e’ davvero strana. Tenete le mani nell’acqua che si riscalda: ora e’ una piacevole sensazione di acqua tiepida e subito dopo si trasforma in  un incubo. Questi 2 video vi spiegano cosa succede.

Il mistero del dolore cronico

Cose da fare: Si tratta di 2 video della serie TedEd. Le 2 figure in questa pagina non solo fanno  partire i  video (in inglese) ma permettono l’accesso a destra a un quiz (“Think”) e a materiali aggiuntivi (“Dig deeper” ). Il primo video spiega la percezione normale del dolore. Essendo composto da animazioni non dovrebbe essere difficile comprenderlo anche se non conoscete l’inglese. Il secondo video spiega invece cosa succede quando il meccanismo s’inceppa e sentiamo dolore senza nessuna causa esterna : e’ il caso del dolore cronico che e’ una vera e propria malattia. Questo e’ presentato da uno specialista. Usate i sottotitoli in inglese della versione su youtube (cliccando in fondo a destra) per riuscire a seguire meglio. In particolare viene presentato il caso di  una ragazza colpita da dolore cronico al braccio. La causa del dolore cronico e’ spiegata con animazioni.

Cosa succede: Il cervello e’ cosi’ bravo a ricostruire il mondo intorno a noi che spesso non ci rendiamo conto che tutto cio’ che percepiamo e’ una sua costruzione . La cosa diventa evidente col dolore che non esiste fuori, ma e’ stato inventato dal cervello per aiutarci a proteggere il corpo dai pericoli interni ed esterni. Il dolore e’ come l’allarme che suona in un edificio quando un sensore rivela la presenza di fumo. Deve essere il piu’ rumoroso possibile per salvare i suoi occupanti e l’edificio stesso. Cosi’ i nocicettori, non appena rilevano una situazione di pericolo (il coltello con cui tagliate la verdura comincia a penetrare nella pelle del dito), mandano un segnale al cervello e questo vi fa sentire immediatamente un dolore lancinante al dito che vi permette di intervenire riducendo i danni a un piccolo taglio.

Da notare come, in questo meccanismo, si vede benissimo che il cervello non solo “suona l’allarme”, ma e’ in grado di farvi sentire il dolore proprio al dito ferito. Per ottenere questo, il cervello memorizza una mappa del corpo .  Vedremo nel seguito che questa mappa puo’ in alcuni casi essere sbagliata e creare illusioni dolorifiche (simili a quelle ottiche). Questo meccanismo essenziale di protezione funziona di solito molto bene. La reazione esagerata del cervello permette anche una memorizzazione immediata e indelebile delle situazioni pericolose. Dopo che il bambino ha rischiato di bruciarsi per essersi avvicinato troppo al fuoco, in seguito lo evita in maniera automatica.

In alcuni casi, quando il dolore, causato magari da una malattia, diventa persistente, vorremmo per un po’ smettere di sentirlo. Ci sono dei farmaci detti antidolorifici, che agiscono sul meccanismo descritto dal video aumentando la “soglia” per far scattare l’allarme. E’ come se regolassimo  un allarme basato ad esempio sulla temperatura, solo per temperature molto alte, e in questo modo gli impediamo di scattare in continuazione.

Nel caso del dolore cronico, che e’ una vera e propria malattia, viene instaurato un meccanismo perverso (descritto dal secondo video) per cui il cervello ricevendo in continuazione falsi segnali di dolore, a poco a poco “impara” che un’intera zona del corpo e’ soggetta a una situazione di pericolo continuo e tiene cosi’ l’allarme sempre acceso. Per questi pazienti anche la carezza di una piuma nella zona interessata da’ luogo a dolori fortissimi. In questo caso la cura deve prevedere anche la rieducazione del cervello in modo da  riconsiderare le zone colpite come zone normali e non malate.

Questa e’ una conseguenza della plasticita’ del cervello. Durante la fase in cui si instaura il dolore cronico, tutti i neuroni interessati all’area, imparano che in quella zona c’e’ qualcosa che non va. Come succede quando un pianista impara a suonare col piano.Tutta la zona del cervello relativa alla mano  viene modificata.  Solo che qui, per guarire, bisogna disimparare poco a poco quello che il cervello ha imparato in maniera automatica. Vengono usati per questo alcuni esercizi. Uno di questi, per il dolore cronico a un braccio (come nel caso del video), e’ di toccare l’altro braccio e “cercare di convincere” il cervello che sia stato toccato  il braccio malato.

Infine c’e’ il caso ancora piu’ straordinario delle persone che hanno avuto un arto amputato e che soffrono di dolori, pruriti e altre sensazioni a questo arto che non esiste piu’ (Sindrome dell’arto fantasma). In questo caso e’ chiaro che l’arto in questione esiste solo nel cervello nella mappa del corpo. Come si fa per curare questi casi? Qui e’ appunto tutta una questione di riaddestrare il cervello. In questo sono d’aiuto alcune scoperte fatte. Ad esempio, se un paziente, che sente un prurito all’arto fantasma, vede un’altra persona grattarsi lo stesso arto, sente immediatamente il suo prurito diminuire (questo sembra sia dovuto ai neuroni specchio).  Questo ha portato a una possibile cura consistente nel materializzare l’arto fantasma tramite un computer usando la realta’ virtuale ! Nel caso del braccio basta una semplice scatola con uno specchio che permette all’interessato di vedere il riflesso della mano intatta come una ricostruzione dell’arto fantasma.

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Altri applet di neuroscienze

I materiali hanno come indirizzo http://ed.ted.com/lessons/how-do-pain-relievers-work, http://ed.ted.com/lessons/the-mystery-of-chronic-pain-elliot-krane e fanno parte della raccolta di video TED-ed Lessons Worth Sharing.

Autori: George Zaidan, Elliot Krane
© TED Conferences

Titolo in inglese: How do pain relievers work?, The mystery of chronic pain

Ricerca di pagine che hanno link a questo materiale .

 

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